Di Maria Teresa Giovagnoli
Con molta curiosità siamo stati al Teatro Lirico di Cagliari dove è in scena in questi giorni lo spettacolo de Il Trovatore interamente concepito in ogni sua parte dalla mente visionaria del regista trentino Stefano Poda. In un ambiente lunare, dove gli spazi sono amplificati da fasci di luce ed ombra che esaltano le figure umane ed esaltano le espressioni dei loro volti, il destino degli uomini sembra dominato dalla vendetta e dai sotterfugi. Ora il buio ora la luce intensa si alternano a testimoniare come il fato decida in fretta e senza possibilità di scelta, ed anche i poteri dei forti vengano rovesciati all’improvviso. Tutti sconfitti: Leonora nel suo sogno d’amore e di vita, il Conte di Luna come crudele innamorato e fratello inconsapevole, la tremenda Azucena lacerata tra amore materno e vendetta di figlia, e naturalmente il trovatore Manrico, giustiziato senza appello. Poda sottolinea l’aspetto estremamente truculento del dramma verdiano con una semplicità forse spiazzante; tutto sommato sono pochi gli elementi presenti in scena, ma sono combinati efficacemente per dare ogni volta l'effetto desiderato, come in un quadro surrealista di fronte al quale si resta spiazzati ma anche attratti. La grande mano che troneggia tra i protagonisti pare afferrarli e spingere ognuno verso il suo destino oscuro, irto di acuminati pericoli..
Sul fronte musicale molte note positive incorniciate da una orchestra che ha esaltato ogni singolo elemento.
E ci piace cominciare dalla voce di colei a cui per molti dovrebbe essere intitolata l’opera: la Azucena di Enkelejda Shkoza, che troneggia su tutti con la sua forza ferina e vibrante di chi ha una tremenda missione, ma che serba in sé ancora una luce d’amore, un amore materno mai espresso in pieno e poi negato. L’interprete dunque fa vivere il personaggio in ogni corda del suo strumento: è sanguigna e decisa, il suono della voce si amplia o si affina a suo volere, è sempre coerente col testo e l’azione scenica e soprattutto, non cade in caricature eccessive come spesso fanno altre sue colleghe.
Il Trovatore di Massimiliano Pisapia non manca certo di sentimento e generosità, mostrandosi a suo agio nel registro medio in cui si può apprezzare il timbro che lo distingue da sempre; sull’acuto talvolta il suono non è pulitissimo soprattutto per le vocali aperte, dove non sembra sfogare con agio.
Di carattere il conte di Luna interpretato da Mikolaj Zalasinski, generosissimo interprete leonino, che a nostro parere nobilita il ruolo con la sua interpretazione, coadiuvata da un canto dal suono ampio ed importante che esprime potere e passione.
Daniela Schillaci si rivela una sensibilissima Leonora: il personaggio è centrato, la sua sofferta passione è evidente, il tutto espresso con una linea di canto morbida dal suono melodioso di chi sa coniugare sentimento a tecnica; bellissimi sono i filati e la voce arriva in sala sicura, solo leggermente meno udibile nel grave.
Luca Dall’Amico si rivela basso dalla voce perfetta per ruoli di intensità vocale. Il racconto del suo Ferrando è deciso, vibrante e quasi sofferto come se egli stesso ne fosse coinvolto.
Lara Rotili, Mauro Secci, Francesco Leone, Marco Puggioni sono ottimi nei ruoli di contorno (Ines, Ruiz, uno zingaro ed il messo)
Partecipe e corretto il coro preparato da Gaetano Mastroiaco e seguitissimo in buca dal direttore d’orchestra.
Questo spettacolo non avrebbe senso alcuno se la musica di Verdi fosse semplicemente eseguita o fungesse da mero accompagnamento. Il percorso sensoriale in cui ci porta il regista in perfetta fusione con la partitura risulta caleidoscopico nelle mani del Direttore Giampaolo Bisanti: ogni nota si lega alla parola cantata con accenti e colori differenti che sappiano coniugare suono ad azione; i cantanti sono accompagnati come sempre sino al termine senza mai perdere il contatto con la buca da cui l’orchestra brilla, palpita e soffre, tanto quanto i protagonisti in scena ed il pubblico con essi.
Successo pieno per tutti gli interpreti con punte di gradimento per Manrico, Azucena ed il Direttore.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
maestro concertatore Giampaolo Bisanti
e direttore
regia, scene, costumi e luci Stefano Poda
maestro del coro Gaetano Mastroiaco
GLI INTERPRETI
Il conte di Luna Mikolaj Zalasinski
Leonora Daniela Schillaci
Azucena Enkelejda Shkoza
Manrico Massimiliano Pisapia
Ferrando Luca Dall’Amico
Ines Lara Rotili
Ruiz Mauro Secci
Un vecchio zingaro Francesco Leone
Un messo Marco Puggioni
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
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FOTO PRIAMO TOLU - TEATRO LIRICO DI CAGLIARI
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