Con le Villi di Puccini torniamo al Teatro Filarmonico di Verona per riscoprire il felice esordio musicale del compositore lucchese. Nel 1884 infatti, l’ancora sconosciuto Giacomo Puccini conquista l’attenzione del pubblico milanese con la sua prima opera, Le Villi. Anche se fu presentata inizialmente per un concorso indetto dalla casa editrice Sonzogno che per altro non fu vinto, fu poi proposta al Teatro dal Verme di Milano, e suscitò un entusiasmo tale da spingere Ricordi a pubblicarla e riproporla, con grande successo. Il libretto di Ferdinando Fontana, ispirato a una leggenda nordica, racconta la tragica storia di Roberto e Anna, un amore distrutto dal tradimento e dalla vendetta ultraterrena delle “Villi”, spiriti di fanciulle morte di dolore. Con questa partitura ricca di melodie intense e suggestioni romantiche, Puccini rivela già il suo straordinario talento teatrale e musicale, ponendo le basi per la sua futura carriera di maestro dell’opera italiana.
Lo spettacolo che arriva dal Regio di Torino è firmato da Pier Francesco Maestrini che ha saputo unire il misticismo della leggenda al dramma umano, costruendo un’atmosfera sospesa tra la realtà elegante e ricca dell'inizio, passando per la scena decisamente terrena della 'Tregenda', e l'incubo mistico delle Villi, che circondano e praticamente fagocitano il protagonista nel finale drammatico. Le luci di Bruno Ciulli hanno contribuito a scolpire i momenti più intensi, esaltando i contrasti emotivi della partitura pucciniana e amplificando il senso di mistero e fatalità che pervade l’opera. Con le proiezioni di Juan Guillermo Nova che cura le scene siamo calati completamente nell'ambientazione onirica che il regista aveva in mente. Splendidi i costumi di Luca Dall'Alpi.
Come spesso accade nella sala veronese, anche a seconda di dove si è posizionati, l’acustica si è rivelata a tratti un ostacolo non trascurabile: alcune voci, soprattutto nei momenti orchestrali più corposi, sono risultate parzialmente coperte. Nonostante ciò, la resa complessiva è stata efficace e coinvolgente. Gëzim Myshketa, nei panni di Guglielmo Wulff, ha offerto una prova di grande presenza scenica, aderendo perfettamente al carattere autoritario e austero del personaggio. La sua voce baritonale, pur ricca e robusta, tende talvolta a essere spinta con eccesso, ma la sua interpretazione resta solida e carismatica.
Anna, interpretata da Sara Cortolezzis, ha rappresentato il vero cuore emotivo della serata. La cantante ha sfoggiato una voce omogenea, dal timbro variegato e luminoso, capace di rendere con sensibilità le sfumature psicologiche di un personaggio fragile e tragico al tempo stesso. La sua interpretazione si è distinta per intensità e delicatezza.
Nel ruolo di Roberto, Galeano Salas ha convinto per eleganza vocale e partecipazione drammatica. Anche lui, a tratti, è stato penalizzato dal volume orchestrale, ma ha saputo recuperare pienamente nella celebre aria verso la fine, eseguita con accento accorato e toccante. Il suo fraseggio curato e la sua espressività sincera hanno saputo restituire il tormento e il rimorso del personaggio con buona efficacia.
Fondamentale, come sempre in Le Villi, la presenza del coro, qui particolarmente partecipe e vigoroso. Il Coro della Fondazione Arena di Verona ha saputo incarnare con forza il ruolo collettivo e simbolico delle Villi, oscillando tra lirismo e minaccia, con una compattezza di suono e una precisione degne di nota.
Sul podio, Alessandro Cadario ha diretto con sicurezza e partecipazione, scegliendo tempi flessibili e una lettura attenta alle esigenze dei cantanti. La sua bacchetta ha valorizzato la giovane scrittura di Puccini, evidenziandone la ricchezza melodica e la tensione drammatica, ma senza mai perdere il senso teatrale dell’insieme.
Il pubblico, numeroso e attento, ha seguito con crescente interesse lo sviluppo della vicenda, salutando con applausi convinti tutti gli interpreti e riservando un entusiasmo particolare ai protagonisti. Un successo pieno, dunque, per uno spettacolo che ha saputo restituire la freschezza e la forza visionaria del primo Puccini, tra poesia, passione e tragedia.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE/GLI INTERPRETI
Direttore Alessandro Cadario
Regia Pier Francesco Maestrini
Scene Juan Guillermo Nova
Costumi Luca Dall'Alpi
Luci Bruno Ciulli
Movimenti mimici Michele Cosentino
Roberto Galeano Salas
Anna Sara Cortolezzis
Guglielmo Wulff Gëzim Myshketa
Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese
Allestimento della Fondazione Teatro Regio di Torino
Prima rappresentazione di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico
FOTO ENNEVI
Maria Teresa has not set their biography yet