La Fondazione Arena apre nuovamente le porte del Teatro Filarmonico al pubblico dal vivo, omaggiando Giovanni Bottesini, “il Paganini del contrabbasso”, a duecento anni dalla nascita, in un programma di preziose riscoperte.
Virtuoso, direttore della prima Aida al Cairo nel 1871 e soprattutto compositore (frettolosamente dimenticata la sua opera "Ero e Leandro" scritta sullo scintillante libretto di Arrigo Boito) di pagine sinfoniche di rara bellezza .
L'epoca in cui visse ed operò fu quella felicissima dei decenni a cavallo degli anni Cinquanta dell'Ottocento. Non fu certo un creatore di capolavori, ma un onesto musicista che trovò all'estero fama e gloria, soprattutto negli Stati Uniti d'America dove fu talmente popolare da meritarsi la dedica di una delle stelle di Hollywood riservate ai personaggi più illustri del paese.
Giuseppe Ettorre, uno dei più affermati interpreti dello strumento, nonché primo contrabbasso dell'Orchestra del Teatro alla Scala, è stato invitato ad interpretare il Concerto n.1 in sol minore dove Bottesini grazie alle sue innovazioni ed ai suoi studi di tecnica, esalta il contrabbasso da pigro sottofondo per le armonie, nobilitandolo a strumento solista, capace non solo di meraviglie tecniche ma anche di insospettate capacità espressive.
Giuseppe Ettorre dà il meglio di sé risolvendo la densa scrittura bottesiniana fino a rendere apparentemente facile una scrittura che in realtà per lo strumentista non lo è affatto. Il solista si trova a suo agio sia nei momenti in cui si richiedono doti di grande tecnica, anche fisica, che in quelli dove il cantabile viene esaltato, cosa che può apparire incredibile a chi risultino sconosciute le capacità espressive del contrabbasso, supportato nel suo lavoro dall'attenta direzione di Sebastiano Rolli che ha saputo per tutta la durata del concerto, smorzare e smussare le ampie sonorità dell'orchestra per far risaltare il canto non sempre sonorissimo ( a dispetto delle dimesioni) del contrabbasso.
Successo meritato impreziosito dall'esecuzione di un bis ancora molto impegnativo come la "Romanza drammatica' sempre di Bottesini.
La seconda parte del concerto ha visto una carrellata di alcune tra le pagine sinfoniche scritte da Bottesini nelle sua carriera di operista e sinfonista, alcune ispirate dai suoi viaggi, come "Il Nilo" (da "Notti arabe) e "L'Alba sul Bosforo" e le overtures dalle opere "Il Diavolo della notte" e "Ali Baba"-
La sapiente bacchetta di Sebastiano Rolli ha saputo esaltare la scrittura ispiratissima delle due pagine sinfoniche dense di un lirismo coloratissimo inaspettato e francamente stupefacente in un musicista ormai dimenticato ma che dimostra una capacità descrittiva assolutamente da rivalutare. La Sinfonia per Il diavolo della notte verrà ricordata per l'idea contagiosa del "galoppo" che ricorda un po' Bizet, oltre ad avere la vivacità rossiniana che assicura anche il benvenuto alla briosa overture di Ali Baba.
Successo meritatissimo da parte del pubblico all'Orchestra della Fondazione Arena e alla direzione di Sebastiano Rolli che omaggiano il ritorno del pubblico in sala con una ispirata esecuzione di "Piccola Preghiera" sempre di Bottesini.
Pierluigi Guadagni
PROGRAMMA
Giovanni Bottesini
Concerto n. 1 in sol minore per contrabbasso e orchestra
Ouverture, da Alì Babà
Il Nilo, da Notti arabe
L’Alba sul Bosforo
Sinfonia da Il Diavolo della notte
Direttore d'orchestra: Sebastiano Rolli
Contrabbasso: Giuseppe Ettorre
Orchestra della Fondazione Arena di Verona
FOTO ENNEVI
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