ERNANI, VERDI – CREMONA, TEATRO PONCHIELLI, domenica 25 novembre 2012, ore 15,30


Terzo titolo in programmazione per la stagione d’Opera al Ponchielli di Cremona, L’Ernani di Giuseppe Verdi è un intenso dramma storico che evoca la Spagna del 1519, ove le lotte di potere sono teatro di sanguinosi scontri che come sempre si svolgono sui campi di battaglia, ma soprattutto nei tumulti del cuore dei protagonisti. Quattro sono gli atti segnati da un titolo specifico: ‘Il bandito’, ‘L’ospite’, ‘La clemenza’, e ‘La maschera’, messi in scena per la prima volta alla Fenice di Venezia nel marzo 1844. Di lì a qualche anno il nostro Paese sarebbe stato teatro delle guerre d’Indipendenza, ed è noto come nelle opere del compositore certi temi fossero particolarmente evidenti per il clima che si respirava in Italia.

Andrea Cigni ha voluto sottolineare come il senso dell’onore e della vendetta a vari livelli siano il filo conduttore di tutti i personaggi. Pertanto, ha ideato una regia che lasci ampio spazio agli interpreti, che non sono ingessati come spesso ahi noi capita di vedere ultimamente, ma hanno modo di esternare anche fisicamente l’intensità delle passioni che li agita. Essenziali ma di una certa eleganza e soprattutto efficaci, le scene colme d’oro di Dario Gessati. Al centro sono posti dei pannelli che si spostano all’occorrenza, a tergo dei quali sono impressi degli estratti dall’opera di Hugo che ispirò il compositore,  evidenziando di volta in volta con un fascio di luce le parole che  sottolineano i temi dei singoli atti. Da segnalare in particolare nel secondo atto un tavolo/cornice a specchio (forse dell’anima) posto tra i pannelli, che rimanda ad un ponte in difesa della rocca, e la imponente tomba di Carlo Magno al centro del palco nel terzo atto. Elaborati e di bella fattura i costumi di Valeria Donata Bettella, soprattutto quelli maschili.

E se per esprimere tanta passione occorrevano degli interpreti ‘sanguigni’ il cast ha risposto bene a tale appello. Rudy Park è sicuramente un tenore spinto di potenza che impersona perfettamente il bandito Ernani  con la sua vocalità. Il colore della sua voce diventa anche più scuro nei passaggi che richiedono una particolare intensità. La pronuncia è già abbastanza buona così come il fraseggio sta migliorando, grazie all’esperienza che questo giovane interprete comincia a  maturare ‘sul campo’. Se continua così potrebbe diventare un riferimento per questi ruoli particolarmente 'ardenti'. Generosa la resa dell’aria reintrodotta in questa produzione nel finale del II atto: ‘Odi il voto’.

Sanguigna anche la Elvira di Maria Billeri, applaudito e generoso soprano dallo strumento potente e dalla interpretazione accorata. Mostra sicurezza nell’emissione vocale e fraseggia bene. Raggiunge tranquillamente le note più acute, come pure le scale sono effettuate con buona sicurezza. Il suo vibrato particolarmente  accentuato in potenza può non sempre piacere, ma il pubblico di ieri sera ha apprezzato con calore la sua interpretazione.
Conferma le sue doti vocali e di gran classe il baritono Alessandro Luongo. Un ottimo Don Carlo che appassiona e canta lodevolmente nel suo registro; bello il colore della voce che  emette i suoni senza il minimo sforzo e con interpretazione straordinaria. Stoffa da vendere.

Impressionante il Don Ruy Gomez de Silva di Enrico Giuseppe Iori. Applauditissimo nella cabaletta reinserita nel primo atto ‘Infin che un brando vindice’, mostra una sicurezza interpretativa straordinaria, il suo personaggio è reso sia vocalmente che dal punto di vista attoriale in maniera egregia. La voce è profonda, scura e ben emessa; il ghigno mostrato osservando il suo corno con il rivale morente alle spalle non può essere descritto a parole. Davvero notevole.

Senza particolarmente colpire completano il cast Nadiya Petrenko nel breve ruolo di Giovanna,  e Gianluca Margheri, Jago. Buono ed apprezzato il Don Riccardo interpretato da Saverio Pugliese.
Grandi applausi per il coro diretto da Antonio Grecoanche se ha sofferto un po’ il volume dell’orchestra in taluni passaggi. Il Maestro Antonio Pirolli ha condotto l’orchestra de ‘I Pomeriggi Musicali’ in modo composto e puntuale, con molta attenzione al palco e sottolineando i momenti più intensi con la giusta espressività, sottolineata dalla buona acustica della sala.

Una bella serata per tutti, un’altra scommessa vinta dal Circuito Lirico Lombardo e dalla Lirica italiana.
MTG

LA PRODUZIONE

Direttore                     Antonio Pirolli 
Regia                          Andrea Cigni
Scene                          Dario Gessati
Costumi                      Valeria Donata Bettella
Light designer            Fiammetta Baldiserri

GLI INTERPRETI

Ernani                                   Rudy Park
Don Carlo                             Alessandro Luongo
Don Ruy Gomez de Silva    Enrico Giuseppe Iori
Elvira                                    Maria Billeri
Giovanna                              Nadiya Petrenko
Don Riccardo                       Saverio Pugliese
Jago                                      Gianluca Margheri

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
Maestro del coro Antonio Greco

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

Nuovo allestimento
Coproduzione dei Teatri del Circuito Lirico Lombardo:
Ponchielli di Cremona, Grande di Brescia, Sociale di Como, Fraschini di Pavia