Riparte dopo mesi di incertezze ed in una serata caldissima il Festival dell’Arena di Verona che quest’anno raggiunge le novantaquattro primavere e, causa i notissimi problemi economici di cui si discute ormai da tempo, come l’anno scorso si è deciso di recuperare tutte produzioni collaudate che negli ultimi anni hanno incontrato il gusto del pubblico. Così inaugura la stagione 2016 la Carmen con regia di Franco Zeffirelli che come sappiamo porta sull’immenso palcoscenico veronese luoghi, colori ed atmosfere di una Siviglia in miniatura che riempie tutti gli spazi a disposizione con numerose comparse ed animali in scena. I coloratissimi costumi sono sempre quelli di Anna Anni e le coreografie dei balletti sono ancora una volta della compagnia El Camborio sempre ripresa da Lucia Real. Piccola novità di quest’anno che riguarda tutti gli spettacoli, ai lati del palcoscenico in cima alle gradinate si possono seguire i sovratitoli del libretto su schermi posti all’uopo, che tutto sommato non rientrando nel campo visivo della scena non recano particolare disturbo.
Per il cast della prima è stata chiamata Luciana D’Intino a ricoprire il ruolo principale puntando sulla sua esperienza e sulla particolarità del timbro, noto da anni al pubblico di tutto il mondo. L’interprete sfoggia una Carmen volitiva e dal piglio battagliero, anche se dal punto di vista vocale attualmente manca una certa uniformità nell’emissione che mostra sì la bellezza del colore ambrato nelle note gravi, ma tende a cambiare a seconda del registro in cui si trova e perdere mordente quando sale.
Dolcissima la Micaela di Ekaterina Bakanova che può vantare una emissione uniforme di voce delicata ed acuta che, se anche si perde un po’ nella vastità degli spazi aperti, è il giusto fondamento per una interpretazione convincente ed equilibrata.
Don José è un Jorge De León leggermente affaticato a nostro avviso, forse per il gran caldo della serata, quando in altre occasioni ci ha convinto di più soprattutto dal punto di vista vocale; meglio scenicamente, capace di rendere credibile il personaggio di amante furioso.
L’Escamillo di Dalibor Jenis è un guascone di classe che fraseggiando correttamente con voce suadente e calda convince e conquista.
Madina Karbeli e Clarissa Leonardi sono rispettivamente Frasquita e Mercedes, due ruoli che amiamo spesso definire simpatici e che in questo caso le due interpreti rendono anche frizzanti e parecchio disinvolti.
Altrettanto spigliati sono il Remendado di Paolo Antognetti ed il Dancairo di Gianfranco Montresor, mentre registriamo una giusta autorevolezza ed un buon canto per lo Zuniga di Gianluca Breda ed il Morales di Marcello Rosiello.
L’orchestra è guidata dal Maestro Xu Zhong che probabilmente ha voluto favorire gli interpreti staccando tempi più distesi soprattutto nella prima parte in cui le temperature erano veramente africane. Il suono è limpido e i protagonisti sono accompagnati con equilibrio tra autorevolezza e compartecipazione. Il coro areniano con l’aggiunta dei piccoli del coro voci bianche A.LI.VE. ha ricevuto una ottima preparazione da Vito Lombardi.
Applausi convinti e prolungati per tutti i protagonisti.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore d'orchestra Xu Zhong
Regia e scene Franco Zeffirelli
Costumi Anna Anni
Coreografia El Camborio
ripresa da Lucia Real
Maestro del Coro Vito Lombardi
Coordinatore del Corpo di Ballo Gaetano Petrosino
Direttore allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia
GLI INTERPRETI
Carmen Luciana D’Intino
Micaela Ekaterina Bakanova
Frasquita Madina Karbeli
Mercedes Clarissa Leonardi
Don José Jorge De León
Escamillo Dalibor Jenis
Dancairo Gianfranco Montresor
Remendado Paolo Antognetti
Zuniga Gianluca Breda
Morales Marcello Rosiello
Coro di Voci bianche A.LI.VE.diretto da Paolo Facincani
Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona
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FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA
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