Proseguono le recite di Aida all'Arena di Verona nell'ambito dell'Opera Festival 2019.
La recita del 18/08/19 ha visto il debutto di Mario Cassi nel ruolo di Amonasro e di Carlo Ventre in quello di Radames, oltre che alla riconferma di Maria José Siri nel ruolo del titolo.
Lo spettacolo è stato rappresentato nella rievocazione della edizione storica del 1913 curata da Gianfranco De Bosio, da noi già recensita (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/aida-giuseppe-verdi-arena-di-verona-replica-del-24-luglio-2019.html).
Maria Josè Siri è stata un Aida formidabile sotto ogni punto di vista, a cominciare da quello visivo. L’artista si muove sul palcoscenico con estrema naturalezza ed autentico senso del teatro. Musicalmente è perfetta, a cominciare da un fraseggio esemplare, possiede note e respiro ampio che le permettono di affrontare lunghe frasi musicali senza il minimo cedimento vocale. Gli acuti sono d’acciaio e luminosissimi, ma anche nei momenti più intimi e drammatici, la Siri possiede la capacità di rendere il canto qualcosa di credibile.
Il Radames di Carlo Ventre è il cantante perfetto per l’Arena di Verona. Squillo potentissimo, canto eroico e maschio, tenuta impareggiabile. Certo, mancano tutte quelle sfumature sul fiato che renderebbero il suo personaggio più credibile, perché tutto è cantato in maniera spinta alla ricerca dello stupore facile. Ma Ventre canta così, senza risparmiarsi in potenza e tenuta e al pubblico piace immensamente.
Violetta Urmana canta Amneris da vera fuoriclasse, diventata ormai l’interprete di riferimento per questo ruolo, crea un personaggio che ha nella scena del giudizio al quarto atto il suo Zenith,dove la drammaticità della scena si fonde con la violenza vocale nell’ anatema ai sacerdoti.
Ottimo il debutto nel ruolo di Amonasro di Mario Cassi, raffinatissimo interprete che pesa ogni nota per dargli il giusto colore senza mai strafare o peggio strabordare in un canto fatto di urla e accenti inutili. Certo la voce non è enorme e gira con un poco di fatica nel catino areniano, e nonostante qualche incertezza dovuta all’emozione del debutto, la sua è stata una prova maiuscola.
Fiero ed altero il canto del Re di Krzysztof Bàczyk, come pure il Ramfis di Gianluca Breda che si è distinto per una voce particolarmente profonda e incisiva.
Al solito perfetto fuoriclasse Carlo Bosi nel ruolo del Messaggero.
Impeccabili i primi ballerini Eleana Andreoudi e Mick Zeno nei ballabili del secondo atto, nonostante le datate e banalissime coreografie di Susanna Egri, coordinate da Gaetano Petrosino.
L’orchestra della Fondazione Arena diretta da Francesco Ivan Ciampa è ormai una macchina oliata e perfetta in un titolo che è ormai il biglietto da visita di questo teatro, Ciampa si limita a contenere le esuberanze sonore ed a mantenere un equilibrio strutturale nei micidiali concertati, tra buca e palcoscenico.
Ottimo l’intervento del coro della Fondazione Arena preparato da Vito Lombardi.
Al termine successo vivissimo per tutti, da parte di un anfiteatro esaurito nelle gradinate ma con ampi vuoti nella platea.
Pierluigi Guadagni
LA PRODUZIONE
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Regia Gianfranco de Bosio
Coreografia Susanna Egri
Luci Paolo Mazzon
GLI INTERPRETI
Il Re Krzysztof Baczyk
Amneris Violeta Urmana
Aida Maria José Siri
Radamès Carlo Ventre
Ramfis Gianluca Breda
Amonasro Mario Cassi
Un messaggero Carlo Bosi
Sacerdotessa Yao Bo Hui
Primi ballerini Eleana Andreoudi , Mick Zeni
ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECICI DELL'ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
FOTO ENNEVI
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