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DIE DEUTSCHE KAMMERPHILHARMONIE BREMEN
Riccardo Minasi direttore
Beatrice Rana pianoforte - Teatro Filarmonico di Verona - 1 ottobre 2025

Con il concerto della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen diretta da Riccardo Minasi e con la presenza di una Beatrice Rana al pianoforte in forma smagliante si è chiusa a Verona la XXXIV edizione del Settembre dell’Accademia, rassegna che ogni anno propone un percorso di ascolto volto a mettere in luce nuove prospettive sui capolavori del repertorio.

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Budapest Festival Orchestra –
Settembre dell’Accademia, Teatro Filarmonico di Verona 24 Settempre 2025



Il ritorno della Budapest Festival Orchestra con il suo fondatore Iván Fischer era tra gli appuntamenti di maggior rilievo del Settembre dell’Accademia. L’orchestra ungherese si è presentata con la consueta particolarità: per ogni brano l’organico è stato riassemblato, con nuove disposizioni ai leggii e talvolta con un cambio dei musicisti stessi, quasi a suggerire che ogni partitura richieda un volto e una fisionomia sonora propria. Con loro il violinista Guy Braunstein, partner ideale in un programma che intrecciava Bach, Fischer e Beethoven.

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ARENA DI VERONA - RIGOLETTO- OROPESA, TEZIER, PATI - 06 SETTEMBRE 2025

La stagione areniana 2025 si è chiusa il 6 settembre con un nuovo Rigoletto, messo in scena nell’allestimento firmato da Ivo Guerra, ispirato alla storica edizione del 1928 di Ettore Fagiuoli e Raffaele Del Savio. Vale la pena ricordare che Fagiuoli (1884-1961), architetto e scenografo veronese, fu una figura chiave per la città: non solo autore delle imponenti scenografie che segnarono la rinascita del festival lirico negli anni Venti, ma anche progettista di edifici civili e religiosi che ancora oggi ne testimoniano l’ingegno, come la Sinagoga di Verona, il Palazzo delle Poste, il restauro del Teatro Filarmonico (prima del bombardamento), oltre a interventi urbanistici e restauri che hanno contribuito a definire il volto moderno della città. Verona gli deve moltissimo: la sua impronta, sobria e monumentale, lega indissolubilmente l’Arena al contesto urbano, rendendo la città un unicum dove architettura e anfiteatro convivono in armonia.

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ARENA DI VERONA - NABUCCO - RECITA CON ANNA NETREBKO - 17 LUGLIO 2025

Una serata destinata a restare nella memoria del pubblico areniano quella del 24 luglio, illuminata dalla presenza magnetica di Anna Netrebko, che ha dato vita a un’Abigaille di straordinaria forza scenica e vocale. A lei il regista Stefano Poda, autore anche di scene, costumi, luci e coreografia, ha voluto dedicare un rinnovamento visivo incisivo: via le tuniche consuete, dentro costumi audaci, con pantaloni attillati, guanti a mezza manica e stivaloni da amazzone, a sottolineare il piglio guerriero, e una delicatissima sottoveste bianca nel finale, simbolo struggente di una redenzione spirituale. Un’Abigaille disegnata per sedurre, conquistare e, infine, commuovere. La Netrebko ha ricambiato con una prova esplosiva di colori e accenti, sfoderando filati meravigliosi, acuti d'acciaio, un fraseggio vivo e teatrale, capace di dominare la scena con potenza e intelligenza drammatica.

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W.A. MOZART - COSI' FAN TUTTE - CASTELLO DI SPESSA (GO) 10 LUGLIO 2025

Il castello di Spessa ha ospitato una produzione davvero unica e sorprendente di Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, presentata dal Piccolo Opera Festival. L'opera in due atti, su libretto di Lorenzo da Ponte, ha preso vita in un'ambientazione che ha trasformato il suggestivo giardino del Castello in un vivace accampamento hippie.

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G. VERDI - NABUCCO - ARENA DI VERONA 13 GIUGNO 2025

 

 

L’Arena di Verona ha inaugurato la stagione estiva con Nabucco di Giuseppe Verdi, in una produzione firmata interamente da Stefano Poda, autore di regia, scene, costumi, luci e coreografia. Uno spettacolo che ha sorpreso il pubblico per il suo taglio spiccatamente televisivo e per una concezione scenica tesa a ordinare con eleganza e precisione geometrica le masse artistiche, in un movimento perpetuo e fluido, perfettamente sincronizzato con la musica. Il risultato visivo è di grande impatto, capace di restituire una monumentalità astratta e sospesa, in cui il popolo diventa parte viva dell’architettura drammatica.

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MONTEVERDI FESTIVAL - C.W. GLUCK ORFEO ED EURIDICE - CECILIA BARTOLI - TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA - 11 GIUGNO 2025

Per il suo ritorno a Cremona, nell’ambito del Monteverdi Festival, Cecilia Bartoli sceglie una via laterale e sorprendente: non Orfeo ed Euridice nella sua forma più nota e “riformata”, ma l’Atto d’Orfeo, versione rivisitata che Gluck approntò nel 1769 per le fastose nozze tra il duca di Parma e l’arciduchessa Maria Amalia d’Austria. Questo frammento operistico, concepito come terzo pannello del trittico Le feste d’Apollo, condensa il dramma in sette scene serrate, asciugando l’azione ma preservandone il cuore emotivo. A differenza della versione viennese, pensata per il celebre contralto castrato Guadagni, qui Orfeo canta in una tessitura più alta, riplasmata da Gluck per il soprano castrato Giuseppe Millico. La celebre “Che farò senza Euridice”, ad esempio, risuona così in mi bemolle maggiore, trasformata non solo nella tonalità ma anche nel carattere.

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G.VERDI - ATTILA - TEATRO LA FENICE 22 MAGGIO 2025





Fra le nuove proposte del Teatro La Fenice di questa stagione artistica, la nuova produzione di Attila ha suscitato particolare interesse soprattutto per l’adozione dell’edizione critica della partitura, curata da E. Greenwald e pubblicata dalla University of Chicago Press per Casa Ricordi. Una scelta che ha orientato l’intero impianto musicale verso un’esecuzione fedele non solo al testo verdiano, ma anche al suo contesto stilistico ed espressivo originario. Ne è derivata una serata di alto rigore filologico, che ha saputo restituire la vitalità drammatica e la profondità di un’opera troppo spesso relegata ai margini del repertorio.

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SETTIMO CONCERTO STAGIONE SINFONICA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA - G. MAHLER SINFONIA N.7 - DIRETTORE MARCUS BOSCH - TEATRO FILARMONICO DI VERONA 16.05.25




La serata del debutto veronese della Settima Sinfonia di Gustav Mahler ha offerto un’occasione importante per ascoltare una delle partiture più ardite e complesse del repertorio sinfonico novecentesco, incredibilmente mai  affrontata prima d’ora nei programmi della Fondazione Arena.

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TEATRO MALIBRAN - VENEZIA - K. WEILL: DER PROTAGONIST - 04 MAGGIO 2025

 

Der Protagonist di Kurt Weill, arriva per la prima volta a Venezia sul palcoscenico del Teatro Malibran nell’ambito della stagione del Teatro La Fenice. Composto nel 1925 su libretto di Georg Kaiser, quest’opera segna l’ingresso di Weill in un teatro nuovo, inquieto, dove musica e parola si fondono in un’unica tensione tragica. Non è un caso che a sostenerlo all’epoca fu Ferruccio Busoni, che vide in questo lavoro il segno di una nuova generazione capace di ripensare le forme e i linguaggi dell’opera.

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A. SALIERI - LA PASSIONE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 18APRILE 2025

Nel cuore della stagione musicale veronese, e in occasione del bicentenario della scomparsa del compositore, il Teatro Filarmonico ha offerto al suo pubblico un momento di straordinaria intensità con La Passione di Gesù Cristo di Antonio Salieri, oratorio sacro composto nel 1776 su libretto di Pietro Metastasio. Questo capolavoro, pensato originariamente per la corte viennese, è tornato a vivere in un’interpretazione che ne ha messo in luce tutta la sorprendente teatralità latente. Salieri, allora ancora giovane, dimostra già una piena maturità nel trattamento della drammaturgia musicale, riuscendo a trasfigurare la struttura dialogica e spesso statica del libretto metastasiano in un organismo sonoro vibrante, ricco di tensione interna, in cui la parola si fonde con un’orchestrazione moderna e mobilissima.A guidare questa riscoperta, Francesco Ommassini, alla testa dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Arena di Verona. Il suo gesto ha convinto per coerenza e per la capacità di raccontare, frase dopo frase, una vicenda che si fa musica e riflessione. Fin dalle prime battute, Ommassini ha saputo creare un clima di raccoglimento denso di tensione, scegliendo tempi mai affrettati, ma sorretti da una pulsazione interna che dava vita e direzione a ogni frase. Nessuna concessione al sentimentalismo o alla retorica del repertorio sacro, bensì una continua attenzione al significato della parola, al fraseggio e alle sfumature di un’orchestrazione sorprendentemente ricca di colori e articolazioni.Il quartetto vocale ha confermato il valore della proposta, con interpretazioni di alto livello.

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CONCERTO PLETNEV - MCADAMS - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 29 MARZO 2025

Ancora una volta, la Fondazione Arena di Verona dimostra grande sensibilità nel valorizzare importanti ricorrenze, strutturando la propria programmazione attorno a momenti di rilievo storico e musicale. Dopo aver celebrato il cinquantesimo dalla morte di Šostakovič, il Teatro Filarmonico ha dedicato la serata agli ottant'anni dalla scomparsa di Béla Bartók, proponendo un concerto di grande fascino che ha visto anche la partecipazione del celebre pianista Mikhail Pletnëv nel Terzo Concerto di Rachmaninov.

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SECONDO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA - PAGANO\JUROWSKI - 28 FEBBRAIO 2025

Il Teatro Filarmonico di Verona ha ospitato una straordinaria serata dedicata alla musica di Dmitri Dmitriyevich Shostakovich, nell'ambito della Stagione Sinfonica 2025 della Fondazione Arena. Un omaggio sentito al genio del compositore russo, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.

Figura complessa e profondamente segnata dalle vicende politiche e sociali del suo tempo, Šostakovič ha saputo esprimere attraverso la sua musica un universo di emozioni contrastanti, tra lirismo, ironia e disperazione. La serata ha visto due delle sue opere più significative: il Secondo Concerto per violoncello e la Sinfonia n. 15.

Composto nel 1966 e dedicato al leggendario violoncellista Mstislav Rostropovič, il Secondo Concerto per violoncello è un'opera densa di tensione e introspezione. A differenza del primo concerto, più immediato ed eroico, questa partitura si distingue per il suo carattere enigmatico e cupo, con una scrittura orchestrale rarefatta e momenti di profonda inquietudine. Šostakovič scrisse quest'opera in un periodo di salute precaria e crescente isolamento artistico, e il risultato è una musica che alterna introspezione lirica a episodi di sferzante ironia.

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A. SALIERI - FALSTAFF - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 26 GENNAIO 2025

Per l'apertura della stagione operistica 2025, il Teatro Filarmonico di Verona sceglie di omaggiare Antonio Salieri nel bicentenario della sua morte con una nuova produzione di 'Falstaff, ossia Le tre burle'. Esempio emblematico dell'opera buffa settecentesca, capace di coniugare intrattenimento e raffinatezza stilistica, 'Falstaff' di Salieri, pur non rientrando tra i capolavori assoluti del periodo, ha trovato in questa produzione del Teatro Filarmonico un'esaltazione della sua freschezza e arguzia, rendendo omaggio in modo significativo al genio di Legnago. La prima rappresentazione dell'opera risale al 3 gennaio 1799, presso il Teatro di Porta Carinzia (Kärntnertortheater) di Vienna, e il suo successo la portò in breve tempo anche al Burgtheater, a Dresda e a Berlino. A Verona, Falstaff fu scelto per la riapertura del Teatro Filarmonico nel 1975, e oggi, a distanza di cinquant'anni, torna sullo stesso palco per celebrare questo importante anniversario.

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G. ROSSINI - IL BARBIERE DI SIVIGLIA - ARENA DI VERONA - 24 AGOSTO 2024

La serata del 24 agosto all’Arena di Verona ha visto il ritorno de “Il Barbiere di Siviglia” con un cast in gran parte rinnovato rispetto alle recite di luglio,  che ha soddisfatto e superato le aspettative. Un cast eccellente, ognuno dei quali ha contribuito a rendere la serata memorabile per il pubblico veronese, combinando talento vocale e capacità interpretative facendo brillare l’opera di Rossini  nella sua folle  semplicità.

Jack Swanson ha vestito i panni del Conte d’Almaviva con una raffinatezza e una presenza scenica notevoli. Il tenore americano ha mostrato un'eccezionale padronanza vocale, esibendo un timbro chiaro e brillante che ha ben sottolineato il carattere romantico e appassionato del suo personaggio nonostante la voce risulti piccola e di scarsa proiezione.

Carlo Lepore, nel ruolo del dottor Bartolo, ha offerto una performance straordinaria, dando vita a un personaggio tanto burbero quanto esilarante. Lepore ha saputo bilanciare sapientemente i momenti di comicità con quelli di autentico pathos, arricchendo il suo Bartolo di sfumature che lo hanno reso irresistibile grazie alla sua padronanza assoluto del canto di autentico buffo.

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C.MONTEVERDI - L' ORFEO - MONTEVERDI FESTIVAL - 21 GIUGNO 2024

È un Orfeo senza cetra quello che ha aperto la 41ª edizione del Monteverdi Festival. Non c'è traccia della leggendaria cetra, ma nel finale, imbraccia una tiorba e suona le note finali della Moresca. Non è il Cantore tracio dai poteri miracolosi che con il suono della sua cetra e della sua voce suadente muove animali, alberi e pietre, ma un Orfeo perduto in se stesso, straziato dall'assenza di un'Euridice che rappresenta l'unica vera ragione del suo canto. 

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G.VERDI - AIDA -ARENA DI VERONA 14 GIUGNO 2024



Ritorna sulle tavole dell’anfiteatro veronese l'Aida pensata in toto dal regista Stefano Poda lo scorso anno.  Nota per il suo approccio visivo unico, si è confermata una Aida spettacolare ma con un'aura lugubre che ha avvolto l'intera produzione. I giochi di luci e ombre, insieme agli imponenti scenari, hanno creato un'atmosfera suggestiva, ma immersa in una ambientazione eccessivamente cupa per l'opera di Verdi. Poda realizza una produzione grandiosa ma vuota, dove l'estetica ha prevalso sulla sostanza, lasciando il pubblico ( e noi) con un senso di perplessità e disconnessione. risultando alla fine un susseguirsi di effetti spettacolari e simbolismi difficili da decifrare. La sua scenografia, caratterizzata da monumentali strutture geometriche e un uso sapiente dei giochi di luce, ha creato un'atmosfera potente e drammatica, coerente con la tragedia verdiana. Il lavoro di Poda si è rivelato in sostanza una macchina sfavillante e gelida, alla continua ricerca di effetti visivi che finiscono per autocelebrarsi. Non c'è nessuna emozione autentica, nessun tentativo di costruire una drammaturgia coerente e coinvolgente. Tutto è sembrato orientato verso l'impressione visiva piuttosto che verso la narrazione emozionale.. Il risultato è stato uno spettacolo che, sebbene visivamente affascinante, è rimasto freddo e privo di anima. 

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G. ROSSINI - L’ITALIANA IN ALGERI - TEATRO LIRICO DI CAGLIARI - 5 MAGGIO 2024

Dopo la splendida produzione firmata da Dario Fo nel 1997, torna dopo  27 anni al Lirico di Cagliari L'Italiana in Algeri, capolavoro di Rossini, nell’ allestimento pensato nel 2009 dal regista Vittorio Borrelli per il Teatro Regio di Torino, con scene di Claudia Boasso, costumi di Santuzza Calì, luci di Vladi Spigarolo da un’idea di Andrea Anfossi. L'Italiana in Algeri é forse il più mirabolante capolavoro buffo di Rossini, un volo nel libero spazio della fantasia, della risata paradossale, il trionfo, tutto italiano, dell’intelligenza sulle difficoltà e gli ostacoli della vita. Isabella che «agli sciocchi fa far quello che vuole» incarna questo temperamento in maniera esemplare.

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G. VERDI - I DUE FOSCARI - TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA - 3 MAGGIO 2024

“Bada bene d’evitare la monotonia. Nei soggetti naturalmente tristi, se non si è ben cauti si finisce a fare un mortorio, come per modo d'esempio i Foscari, che hanno una tinta, un colore troppo uniforme dal principio alla fine!”

Così scriveva Verdi al Piave nel 1848, quattro anni dopo la tiepida prima romana al Teatro Argentina. Opera brevissima, la più breve di tutto il catalogo verdiano, un’ ora e 40 minuti scarsi di musica, i Due Foscari rimane opera oscura nelle tinte come e soprattutto nella trama, dove succede assai poco e la caratterizzazione dei personaggi rimane pressochè accennata. Nonostante questa difficoltà legata alle personalità dei protagonisti è interessante notare come questa tragedia sia la prima dove le storie d'amore non sono il perno attorno a cui ruota l'azione, ma lo sono le faccende politiche; questo sarà poi l'inizio per Verdi per tutte quelle opere nelle quali la politica ha un ruolo fondamentale, come ad esempio Macbeth. Ma 'I Due Foscari' rappresenta anche una delle tappe più importanti nel percorso che condusse Verdi dai famosi “anni di galera” al traguardo raggiunto appunto con Macbeth, primo grande capolavoro della sua giovinezza. Ultimo titolo della stagione al Teatro Municipale di Piacenza, l’ allestimento proposto è una coproduzione nata parecchi anni fa tra la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste e l’Associacion Bilbaina de Amigos de la Opera di Bilbao, andata in scena anche al Festival Verdiano di Parma nell’ottobre 2009 e a Modena. Lo spettacolo si avvale della regia di Joseph Franconi Lee (qui ripresa da Daniela Zedda) che racconta l’opera con le scene e i costumi di William Orlandi, le coreografie di Raffaella Renzi e le luci di Valerio Alfieri. La regia gioca sulla sottolineatura del contrasto tra pubblico e privato ed è di impianto didascalico e tradizionale, ma possiede una certa personalità che non la rende scontata, anche se ormai risulta particolarmente datata e polverosa, oltre che un poco noiosa soprattutto per gli interminabili ed incomprensibili intervalli che dilatano a dismisura serata e concentrazione del pubblico.

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A. BOITO - MEFISTOFELE - TEATRO LA FENICE - DOMENICA 14 APRILE 2024

Torna a splendere di luce propria il “Mefistofele” di Boito, diamante della scapigliatura musicale e letteraria italiana, finalmente riabilitato nella partitura. Scevra dei tagli e delle “aggiustatine” che Toscanini “mani di forbice” (un giorno qualcuno scriverà dei danni inflitti da quest’uomo sulle partiture da lui “rimaneggiate” - Fanciulla del west e Turandot- solo per citarne alcune) approntò per la nuova edizione di Bologna nel 1875 dopo il clamoroso fiasco milanese. La versione proposta alla Fenice è quella che venne data al Teatro Rossini, sempre a Venezia, il 13 maggio del 1876 che ripristina alcuni interventi nella scena del “sabba romantico” e nella scena del carcere.

 

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