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FESTIVAL DI TRIESTE – IL FARO DELLA MUSICA 2026 -CONCERTO FINALE ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO G. VERDI DI TRIESTE

FESTIVAL DI TRIESTE – IL FARO DELLA MUSICA 2026 -CONCERTO FINALE
ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO G. VERDI DI TRIESTE

Si è chiusa sotto il segno di un omaggio integrale a Wolfgang Amadeus Mozart la quarta edizione del Festival di Trieste – Il Faro della Musica, proponendo al Teatro Verdi un concerto finale interamente dedicato al compositore salisburghese. L'evento, coprodotto con la Fondazione Teatro Lirico G. Verdi, è stato inserito anche nel cartellone della Stagione Sinfonica del teatro giuliano, destinata a proseguire per tutto il periodo invernale. Sul palcoscenico, l'autorevolezza direttoriale di Ton Koopman e la sensibilità pianistica di Francesco Piemontesi hanno guidato l'Orchestra della Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste attraverso un programma snodato tra la dimensione teatrale dell'Ouverture da Die Zauberflöte, l'equilibrio concertistico del Concerto per pianoforte n. 25 in Do maggiore K. 503 e la monumentale architettura della Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 "Jupiter".

Ad aprire la serata è stata l'Ouverture da Die Zauberflöte, pagina composta da Mozart nei suoi ultimi mesi di vita, nel 1791, e intrisa di suggestioni simboliche legate all'universo massonico. I tre solenni accordi iniziali, che riprendono i colpi rituali d'ingresso, hanno introdotto con nobiltà il successivo Allegro fugato, in cui la scrittura contrappuntistica traduce in musica l'idea di ricerca spirituale e di ordine illuminista. Sotto la bacchetta di Ton Koopman, celebre specialista della prassi esecutiva storicamente informata, l'Orchestra del Teatro Verdi ha risposto con agilità, restituendo nitidezza alle trame polifoniche e imprimendo al discorso un passo scattante e luminoso.

Al centro della prima parte è salito sul palcoscenico Francesco Piemontesi per il Concerto per pianoforte n. 25 in Do maggiore K. 503. Composto nel dicembre del 1786 a Vienna, il brano rappresenta uno dei vertici del sinfonismo concertante mozartiano per l'ampiezza dell'impianto formale e per un sottile carattere marziale che ne anticipa echi quasi da inno. L'interpretazione di Piemontesi si è distinta per garbo e intelligenza musicale: lontano da ogni tentazione di esibizionismo virtuosistico, il pianista svizzero non ha mai cercato di imporre lo strumento solista come protagonista, preferendo integrarsi con naturalezza nel tessuto dell'organico. Nell'Allegro maestoso iniziale e nel grazioso Allegretto finale, il fraseggio di Piemontesi si è fatto apprezzare per la trasparenza del tocco e la varietà di sfumature, mentre nell'Andante centrale è emersa una vena più lirica, sorretta da un dialogo attento con i legni dell'orchestra.

A fronte delle calorose acclamazioni del pubblico, gli artisti hanno concesso due bis mozartiani: il primo ha visto Francesco Piemontesi affiancato dallo stesso Ton Koopman al pianoforte per un'esecuzione a quattro mani condotta con ironia e freschezza comunicativa, mentre il secondo ha visto il pianista da solo in una pagina solistica dal tocco cristallino.

La seconda parte della serata è stata interamente dedicata alla Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551. Ultima fatica sinfonica di Mozart, scritta nell'estate del 1788 e ribattezzata, secondo la tradizione, "Jupiter" dall'impresario Johann Peter Salomon per la sua maestosità quasi olimpica, la pagina trova il suo acme nel celebre Molto Allegro finale, in cui cinque temi distinti si fondono in una fuga di insuperata complessità. Nella lettura guidata da Ton Koopman, l'Orchestra della Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste ha sfoggiato un suono asciutto e autenticamente mozartiano. Dalla brillantezza scolpita dell'Allegro vivace al respiro cantabile dell'Andante, fino al ritmo misurato del Minuetto e trio, la compagine giuliana ha evidenziato equilibrio dinamico e chiarezza timbrica, chiudendo con un finale preciso e di grande slancio. Accolto con lunghi e calorosi applausi, il maestro Ton Koopman ha voluto stringere la mano a quasi ogni musicista dell'organico prima di concedere un ulteriore bis, riproponendo tra gli applausi della sala l'esplosivo Molto Allegro conclusivo della sinfonia. Un successo travolgente e prolungato ha suggellato la conclusione del festival e una serata di alta scuola interpretativa.

Andrea Bomben

 

La recensione si riferisce al concerto di giovedì 24 settembre 2026

 

FESTIVAL DI TRIESTE – IL FARO DELLA MUSICA 2026

TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI | TRIESTE

STAGIONE SINFONICA 2026–2027

CONCERTO FINALE

ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO G. VERDI DI TRIESTE

FRANCESCO PIEMONTESI pianoforte

TON KOOPMAN direttore

PROGRAMMA DELLA SERATA

Wolfgang Amadeus Mozart

Ouverture da Die Zauberflöte K. 620

Concerto per pianoforte n. 25 in Do maggiore K. 503 I. Allegro maestoso II. Andante III. Allegretto

Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 "Jupiter" I. Allegro vivace II. Andante cantabile III. Minuetto e trio. Allegretto IV. Molto Allegro

Foto Società del Quartetto - Trieste