ALEKO, S. RACHMANINOFF - HELIKON OPERA MOSCA,  VENERDI’ 15 GIUGNO 2018

La Helikon Opera di Mosca è una istituzione musicale di primissimo piano nel panorama culturale della capitale russa.

Ospitata nella casa che fu già della principessa imperiale Evgenya Shakhovskaya, negli ultimi decenni dell' 800 la Helikon Opera divenne il primo teatro musicale privato di Russia ed ospitò tra le sue mura artisti come S. Rachmaninoff, C. Debussy, F. Chaliapin and L. Sobinov e molti altri che hanno contribuito ad ingigantire la fama di questo teatro musicale fino ai giorni nostri dove numerose produzioni hanno varcato i confini russi per essere ospitati in prestigiosi teatri di tutto il mondo.

Dopo imponenti lavori di restauro iniziati nel 2007, oggi la Helikon Opera vanta 2 sale da 200 e 500 posti che le permettono una attività pressoché quotidiana di concerti e opere con artisti di fama internazionale ed un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea, con commissioni di lavori a giovani compositori in maniera continuativa.

Tra le nuove produzioni del 2018 “Aleko” di S. Rachmaninoff rappresenta la novità più attesa, poiché assente dalle scene da moltissimi anni.

Opera di un compositore diciannovenne che la utilizzò come prova di diploma di composizione al Conservatorio Imperiale di Mosca,  “Aleko”, composta in soli 17 giorni, fece guadagnare a Rachmaninoff il massimo dei voti e la medaglia d'oro dell'Istituto oltre alle lodi incondizionate di un entusiasta Tchaikovsky che la volle spesso accoppiata alla sua breve opera “Iolanta” anche in virtù di una certa influenza musicale.

Un lavoro che da subito ottenne un grandissimo interesse tanto da avere il suo battesimo sulle scene proprio nel massimo teatro moscovita, il Bolshoi, e vantò tra i suoi interpreti grandi stelle della musica russa, primo fra tutti il famosissimo basso Feodor Saljapin che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia.

L'edizione vista alla Helikon Opera, nella sala piccola che ha il vantaggio di avere il palcoscenico al centro e gli spettatori ai suoi lati, ha ridato a questo lavoro il suo più profondo aspetto intimistico dando la possibilità di immergersi e quasi prendere parte allo svolgimento dell'opera.

La regia di Rostislav Protasov è tutta giocata su di una movimentazione abbastanza tradizionale dei cantanti e del coro, dove i pochi elementi scenici e i costumi zingareschi ideati da  Valeriy Kungurov ben si adattano ad una concezione registica che tende alla naturalezza e alla ricerca di un colore folklorico tipico dei campi gitani.

Anche le coreografie ideate da Ilona Zinurova, e fatte eseguire dai coristi, si pongono nel segno di una tradizione e di una comodità di movimenti imposte sia dagli spazi ridotti del palcoscenico, sia dalla mancanza di un corpo di ballo vero e proprio.

Di notevole livello la compagnia di canto che ha avuto in Stanislav Shvets la sua punta di diamante, un cantante impressionante per volume vocale e aderenza stilistica, che ha interpretato la sua famosa aria  “ Ves’tabor spit” provvisto di un timbro mirabilmente pastoso, capace di dosare morbide arcate melodiche ed una intimità vocale fuori dal comune, un cantante che per intelligenza interpretativa e maturità professionale non sfigurerebbe nei più blasonati teatri del mondo.

Perfetta anche la coppia adultera di gitani, la  Zemfira di Olga Shcheglova e il giovane zingaro di Vadim Letunov, che con una forma vocale eccellente, volumi generosi e acuti limpidissimi, hanno centrato in pieno la prova.

Piotr Morozov ha dato voce al personaggio eponimo con virile nobiltà, dotato di un timbro rotondo molto bello e di un fraseggio di grande espressione.

A completare il cast, il breve intervento di una zingara di Larissa Kostiunk.

L'orchestra e il coro della Helikon Opera, preparati musicalmente da Valery Kiryanov e diretti da Artem Davydov, hanno dimostrato una sbalorditiva familiarità con la musica di Rachmaninoff e lo si è intuito dalla eccellenza degli impasti timbrici, da una cura nel dettaglio dinamico impressionante e da un equilibrio del tessuto strumentale tutto teso ad agevolare il lavoro della compagnia di canto in un contesto armonico di una sala piccola con un riverbero notevole.

Al termine applausi ritmati e all'unisono per tutti com'è tradizione in Russia, da parte di un pubblico preparatissimo e festoso.

Pierluigi Guadagni

 


LA   PRODUZIONE

Regia                                     Rostislav Protasov

Direttore Musicale               Valery Kiryanov

Direttore D'orchestra          Artem Davydov
Scene E Costumi                  Valery Kungurov (Berlin)
Luci                                       Damir Ismagilov
Coreografia                           Ilona Zinurova

 

GLI  INTERPRETI:

Aleko                                      Piotr Morozov

Zemfira                                  Olga Scheheglova

Un Giovane Zingaro             Vadim Letunov

Un Vecchio Zingaro              Stanislav Shvets

Una Zingara                          Larissa Kostiunk

 

Coro ed Orchestra della Helikon Opera

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FOTO TEATRO HELIKON - MOSCA