Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
domenica 1 marzo ore 18
La JuniOrchestra per i bambini del Policlinico Umberto I
Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia
domenica 1 marzo ore 18
La JuniOrchestra per i bambini del Policlinico Umberto I
Comunicato stampa
Facendo seguito alla comunicazione relativa alla sospensione delle attività aperte al pubblico dal 24 febbraio al 1° marzo 2020, in ottemperanza all'Ordinanza emessa dal Ministero della Salute di intesa con il Presidente della Regione Emilia Romagna, il Teatro Comunale di Bologna informa che tutti gli spettacoli che non sono andati in scena saranno riprogrammati nei prossimi mesi.
Comunicato stampa
In ottemperanza all’“Ordinanza contingibile e urgente n. 1” del 23 febbraio 2020, emessa dal Ministero della Salute di intesa con il Presidente della Regione Emilia Romagna, il Teatro Comunale di Bologna informa che sono sospese tutte le attività aperte al pubblico, incluse quelle didattiche connesse alla Scuola dell’Opera, gli sportelli di biglietteria (di Largo Respighi 1 e Via De’ Monari 1/2), le visite guidate e gli eventi ospitati negli spazi gestiti dal Teatro quali l’Auditorium Manzoni, fino al 1° marzo 2020 compreso.
Pertanto le tre recite dell’opera Madama Butterfly in programma al Teatro Comunale martedì 25, mercoledì 26 e giovedì 27 febbraio, il concerto della “Domenica al Comunale” del 1° marzo e il concerto sinfonico previsto domenica 1° marzo all’Auditorium Manzoni, non avranno luogo nelle suddette date.
Informazioni riguardanti la biglietteria e l’eventuale riprogrammazione degli spettacoli saranno comunicate appena possibile.
COMUNICATO STAMPA
Si comunica che a seguito dell’ordinanza emessa dal Ministero della Salute di intesa con la Regione Veneto per le misure di contenimento e gestione dell’emergenza da COVID-19, sono annullati tutti gli spettacoli di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico fino al 1° marzo compreso.
EVENTI ANNULLATI: L’Italiana in Algeri: martedì 25 febbraio ore 19.00 |
COMUNICATO STAMPA
Emergenza epidemiologia da COVID-2019 –
Sospensione dell’attività
In considerazione dell’Ordinanza del Ministro della Salute dott. Roberto Speranza, di concerto con il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia dott. Massimiliano Fedriga in merito a “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”, emessa nella serata del 23 febbraio 2020 e con validità immediata, che prevede la “Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni”, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, in ottemperanza all’ordinanza, sospende gli spettacoli e tutte le attività rivolte al pubblico fino alla data del 1 marzo 2020 compreso.
Nello specifico nel corso della settimana 24 febbraio – 1 marzo 2020 non si svolge il Concerto della Società dei Concerti programmato per oggi lunedì 24 febbraio, dal 25 febbraio al 1 marzo sono sospese tutte le recite dello spettacolo Mozartiade e le visite al Teatro.
COMUNICATO STAMPA
In ottemperanza all’ordinanza della Regione Piemonte del 23 febbraio 2020, il “Concorso per clarinetto piccolo con l’obbligo del 2° clarinetto e della fila” che doveva tenersi da martedì 25 a venerdì 28 febbraio è rimandato a data da destinarsi. I due concerti in programma all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino giovedì 27 e venerdì 28 febbraio non avranno luogo. Informazioni riguardanti l’eventuale riprogrammazione degli spettacoli o il rimborso dei biglietti saranno comunicate appena possibile.
24.02.2020
CS
Venerdì 28 febbraio alle 20.30 (turno A), per il secondo appuntamento della Stagione lirica e di balletto 2020, va in scena Pagliacci, dramma in un prologo e due atti su libretto e musica di Ruggero Leoncavallo (Napoli, 1857 - Montecatini Terme, 1919).
Il capolavoro verista, assente dal 2013 dal palcoscenico cittadino, viene rappresentato in un allestimento del Teatro Regio di Torino, firmato per la regia da Gabriele Lavia, ripresa a Cagliari da Daniela Zedda, per le scene e i costumi da Paolo Ventura, per le luci da Andrea Anfossi, riprese da Andrea Ledda.
L’allestimento risale al gennaio 2017 e Gabriele Lavia, celebre attore, regista e sceneggiatore milanese, associa nella messinscena realtà e naturalismo, arrivando così al cuore della poetica verista. L’ambientazione è quella di una periferia rurale italiana del secondo dopoguerra, devastata dai bombardamenti e con forti richiami estetici al Neorealismo cinematografico, a cui Gabriele Lavia rende chiaramente omaggio. «Pagliacci è un’opera molto complessa: Leoncavallo ha costruito qualcosa di filosofico. È tutto detto nel Prologo, dove i temi folgoranti dell’opera sono espressi in maniera molto chiara. La prima cosa interessante è che il personaggio del Prologo, Tonio, entra discretamente chiedendo permesso, e timidamente dice due volte: “Si può?”, non entra prepotentemente a dire: “eccomi qua!”. Non è un dettaglio. Il compositore ci mette sull’avviso che sta per iniziare qualcosa che trascende il mero fatto di cronaca, alla base della vicenda. Questa dichiarazione interessa in quanto trasfigurazione poetica che va messa in scena, con molta cura e attenzione per le parole, per i temi che porta con sé e per gli sviluppi che avverranno nel corso del dramma.» (Gabriele Lavia)
A Torino nel 2017 Pagliacci viene eseguita senza che sia abbinata, come consuetudine, ad un altro titolo (solitamente Cavalleria rusticana), per sottolineare ed esaltare la qualità musicale e la completezza teatrale. Il Teatro Lirico di Cagliari rispetta questa scelta e propone, per la terza volta da solo, il capolavoro di Ruggero Leoncavallo all’ascolto del pubblico (a Cagliari è stato eseguito negli anni già 13 volte, come da cronologia in allegato).
In osservanza all’ordinanza della Regione Emilia-Romagna
relativa al diffondersi dell’infezione Coronavirus,
sono sospesi sino al 1 marzo 2020 compreso le attività aperte al pubblico (Biglietteria e Visite guidate), l’incontro con Guido Barbieri e
il concerto di Martina Filjak con I solisti di Zagabria.
Prelazione abbonamenti al Festival Verdi 2020 dal 2 al 5 marzo.
COMUNICATO STAMPA
Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020
LA BOHÈME
Daniel Oren dirige il capolavoro di Puccini
Comunicato stampa
TCBO: DEBUTTA A BOLOGNA MADAMA BUTTERFLY FIRMATA DA DAMIANO MICHIELETTO
Sul podio Pinchas Steinberg
Protagonisti Karah Son e Angelo Villari
COMUNICATO STAMPA
Le più grandi voci della lirica internazionale in Arena in tre intensi mesi di bel canto e allestimenti spettacolari tra tradizione e innovazione, da sempre cifra stilistica del più grande palcoscenico d’opera del mondo.
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Roberto Alagna, Marcelo Álvarez, Roberto Aronica, Angel Blue, Jorge de León, Plácido Domingo, Amartuvshin Enkhbat, Yusif Eyvazov, Barbara Frittoli, Sonia Ganassi, Aida Garifullina, Alberto Gazale, Vittorio Grigolo, Saioa Hernández, Ruth Iniesta, Murat Karahan, Jonas Kaufmann, Aleksandra Kurzak, Nino Machaidze, Emily Magee, Ambrogio Maestri, Angela Meade, Francesco Meli, Chris Merritt, Anna Netrebko, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, George Petean, Olesya Petrova, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Marina Rebeka, Katia Ricciarelli, Luca Salsi, Ekaterina Semenchuk, María José Siri, Rafał Siwek, Carlo Ventre, Sonya Yoncheva, Elena Zilio… e tantissimi altri!
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L’Arena di Verona Opera Festival rappresenta da solo il 20% dei biglietti d’opera in Italia e nel 2019 ha ottenuto un incremento di pubblico di quasi 10 punti percentuali in netta positività rispetto alle cifre del settore. Per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première.
Ricchissimo il mese di marzo al Regio di Torino, di seguito tutti gli appuntamenti.
STAGIONE D’OPERA • “LA BOHÈME” DIRETTA DA DANIEL OREN, CON LA REGIA DI PAOLO GAVAZZENI E PIERO MARANGHI, TORNA ALLE ORIGINI
Dall’11 al 22 marzo torna al Teatro Regio uno dei titoli più amati di sempre: LA BOHÈME di Giacomo Puccini. Sul podio Daniel Oren, che già aveva diretto nel 1996 l’edizione del “centenario”. Questo nuovo allestimento, con la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, le scene a cura di Leila Fteita e i costumi a cura di Nicoletta Ceccolini, riprende fedelmente i celeberrimi bozzetti di Adolf Hohenstein disegnati per la prima assoluta al Regio dell’1 febbraio 1896 e custoditi dall’Archivio Storico Ricordi. Le luci sono di Andrea Anfossi. Alla guida del Coro c’è Andrea Secchi, mentre il Coro di voci bianche del Regio e del Conservatorio è istruito da Claudio Fenoglio. L’opera più amata di Puccini sarà interpretata da un cast di voci fresche, adattissime al ruolo, come quelle di Dinara Alieva (Mimì), soprano azero che debutta al Regio, del tenore Jonathan Tetelman (Rodolfo), del soprano Hasmik Torosyan (Musetta) e del baritono Massimo Cavalletti (Marcello); Riccardo Fassi interpreta Colline, Costantino Finucci Schaunard e Matteo Peirone veste il doppio ruolo di Benoît e Alcindoro. Nel corso delle 10 rappresentazioni, si alternano Maria Teresa Leva (Mimì), Valentin Dytiuk (Rodolfo), Paola Antonucci (Musetta), Italo Proferisce (Marcello), Alessio Cacciamani (Colline) e Tommaso Barea (Schaunard). La produzione di Bohème si avvale del sostegno di Italgas, Socio Fondatore del Teatro Regio.
L’opera sarà trasmessa in diretta radiofonica mercoledì 11 marzo alle ore 20 da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.
Martedì 3 marzo alle ore 17.30, al Piccolo Regio Puccini, per “Le conferenze”, la giornalista Susanna Franchi cura l’incontro di presentazione dell’opera, dal titolo:
La bohème. Da Murger al Regio: cartoline da Parigi, con la partecipazione dei due registi della nuova produzione, Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi. Ingresso libero.
XX FESTIVAL VERDI
Parma e Busseto, 24 settembre - 18 ottobre 2020
Verdi batte il Tempo.
MIRELLA FRENI
27 febbraio 1935 – 9 febbraio 2020
La scomparsa del soprano Mirella Freni (all’eta di 84 anni), avvenuta il 9 febbraio 2020 dopo una lunga malattia degenerativa è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, suo manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del ‘900, Mirella Freni si è spenta nella sua casa di Modena circondata dai suoi familiari: la figlia Micaela Magiera, i nipoti Gaia e Mattia Previdi, il cognato Matteo Cuoghi, la sorella Marta e la sua amica di sempre Fausta Mantovani. Mirella Freni era stata sposata con il Maestro Leone Magiera e in seconde nozze per oltre trent’anni con il noto basso bulgaro Nicolai Ghiaurov, scomparso nel 2004.
Nata a Modena il 27 febbraio 1935, Mirella Freni debuttò nel ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet il 3 marzo 1955. Fin dall’inizio della sua carriera il fascino della voce e la sua vivace personalità nei repertori mozartiani e belcantistici le hanno fatto guadagnare l’affetto del pubblico e dei colleghi. Un caso felice portò all’incontro tra Freni ed Herbert von Karajan alla Scala per la prima della leggendaria produzione di Zeffirelli della Bohéme del 1963. In Mirella Freni, Karajan trovò la sua “Mimì” ideale, insieme ad un’affine spirito artistico. Cominciò così una fruttuosa collaborazione durata oltre vent’anni nel corso della quale l’artista iniziò a interpretare con grande giudizio ruoli più impegnativi, per esempio Otello, Requiem, Boccanegra di Verdi, o Manon Lescaut di Puccini, oppure Onegin di Čajkovskij e Adriana di Cilea. Al tempo stesso “Mimì” rimaneva il suo “cavallo di battaglia”.
Mirella Freni era nota per la sua disciplina vocale, unita alla sua capacità di rifiutare ruoli vocalmente compromettenti, come quando declinò l’invito di Karajan a interpretare il ruolo del titolo nella Turandot di Puccini. Grazie a ciò Mirella Freni raggiunse il quinto ed ultimo decennio della sua carriera con voce fresca e con il desiderio di ampliare il suo repertorio interpretando opere russe e veriste, come La Dama di picche e La pulzella d’Orleans di Čajkovskij, o Fedora di Giordano.
La grande danza contemporanea con un balletto di John Neumeier dedicato a Eleonora Duse, il capolavoro buffo di Pergolesi, La serva padrona, e un gioiello del belcanto qual è L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti; ma anche una originale performance di prosa e musica ambientata nella Venezia di fine Settecento, intitolata Fantasmagorie. Vita, morte e miracoli di Pulcinella: è il ricco e divertente programma di spettacoli che saranno in scena al Teatro La Fenice, nelle Sale Apollinee del Teatro di Campo San Fantin e al Teatro Malibran nel periodo del carnevale di Venezia, da sabato 8 febbraio al martedì grasso 25 febbraio 2020.
E il programma si arricchisce ancor di più con la seconda edizione del Carnival Cocktail, l’aperitivo accompagnato da dj set che si svolgerà nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice nei giorni più ‘caldi’ del carnevale in laguna: giovedì 20 febbraio e domenica 23 febbraio, dopo le recite dell’Elisir d’amore rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 17.00, il pubblico potrà brindare, in maschera, al ritmo della musica della consolle.
Nei primi giorni della festività carnevalesca, il Teatro La Fenice ospiterà un omaggio a Eleonora Duse firmato John Neumeier. Per le sue «fantasie coreografiche» del 2015, intitolate semplicemente Duse, Neumeier si è ispirato ad alcuni episodi della vita di questa leggendaria attrice, che tra fine Ottocento e primo Novecento influenzò celebrità disparate come Rainer Maria Rilke, Isadora Duncan, Arrigo Boito e Gabriele D’Annunzio. Incantato dal carisma artistico e professionale della Duse, dalla sua costante ricerca di un nuovo ideale teatrale e dai tanti suoi rapporti di odio/amore, Neumeier ha sviluppato una visione soggettiva della biografia di lei: rinunciando a un approccio documentaristico, ha inventato situazioni e immagini per evocare l’essenza di quella personalità unica. Così come è unica la personalità della sua interprete, Alessandra Ferri, che vestirà i panni della Duse in dialogo con i ballerini dell’Hamburg Ballett John Neumeier, mentre le musiche di Benjamin Britten e Arvo Pärt saranno eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Luciano Di Martino. Dopo il debutto nel 2015 ad Amburgo, Duse ha avuto moltissime repliche in tutta la Germania: quella al Teatro La Fenice – nei giorni 5, 6, 7, 8 e 9 febbraio 2020 – sarà la prima rappresentazione italiana in esclusiva.
A stretto giro si succederanno poi due capolavori comici del teatro musicale, appartenenti a due diversissimi momenti della storia del melodramma. La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi debuttò nel 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli come una coppia di intermezzi fra i tre atti del Prigionier superbo, un’opera seria dello stesso Pergolesi. La lieve trama utilizza due personaggi comici di lungo corso: il ricco Uberto (basso) è un maturo scapolo che vive da solo con la sua sfrontata cameriera Serpina (soprano) e col servitore Vespone (ruolo muto). Dopo una serie di intrighi e accesi contrasti ritratti in cinque arie e due duetti, Uberto acconsente infine a sposare Serpina. Fondandosi su analoghi lavori precedenti di Albinoni e di Hasse, Pergolesi e il suo librettista Gennarantonio Federico crearono un capolavoro in miniatura, un sempreverde che trionfa ancor oggi in tutti i teatri operistici del mondo. Lo spettacolo – che si avvarrà della regia di Francesco Bellotto e vedrà in buca l’Orchestra barocca del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia guidata dal primo violino concertatore Enrico Parizzi – è parte di Opera Giovani, il progetto realizzato dalla Fenice in collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia pensato per il pubblico delle scuole, delle famiglie e delle nuove generazioni. Tre le recite in programma al Teatro Malibran: il 13, 14 e 15 febbraio 2020.
L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, debuttò invece al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio 1832. La sua partitura, ricolma di melodie incantevoli, è forse la più piacevole mai composta da Donizetti nel genere comico. Nel primo atto è degna di nota la vivacità nello sproloquio autopromozionale del ciarlatano dottor Dulcamara e nel suo duetto col povero ragazzo Nemorino, innamorato senza speranza di Adina, la capricciosa bella del villaggio. Pezzi forti del secondo atto sono il coro «Cantiamo, facciam brindisi», la barcarola «Io son ricco e tu sei bella», il quartetto «Dell’elisir mirabile», il duetto Adina-Dulcamara «Quanto amore», e infine la soave ballata di Nemorino «Una furtiva lagrima», cavallo di battaglia del repertorio tenorile. Lo spettacolo sarà in scena nell’allestimento firmato dal regista Bepi Morassi con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni, mentre l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice saranno guidati da Jader Bignamini. Nove le recite previste al Teatro La Fenice: il 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23 e 25 febbraio 2020.
Si avvia alla conclusione la campagna abbonamenti 2020 del Teatro Comunale di Bologna, registrando dati particolarmente positivi rispetto sia al numero di abbonati sia all'incasso di biglietteria. Dal raffronto sul triennio 2018-2020 emerge che il totale complessivo di abbonati alle Stagioni d'Opera, Sinfonica e Danza supera il 30% di incremento, raggiungendo quota 4.100 circa, mentre sfiora un aumento del 40% l'introito di biglietteria.
Dopo l'importante crescita riscontrata già nel 2019 rispetto al 2018 (25% ca. in più di abbonati e di incasso), anche il 2020 conferma la tendenza positiva guadagnando sull'anno precedente un + 5% ca. di abbonati e un + 12% ca. di proventi.
Un dato particolarmente significativo riguarda gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2020: sono 933, contro i 705 del 2019. Crescono ancora di oltre il 5% gli abbonamenti alla Stagione Danza, introdotti con successo nel 2019, mentre si confermano in linea con l'anno scorso quelli alla Stagione d'Opera.
Se nel 2018 l'incasso totale di biglietteria proveniente dalla vendita abbonamenti era di 1.102.000 euro, nel 2019 è stato di 1.376.000 euro e nel 2020 ha raggiunto quota 1.532.000 euro.
Comunicato stampa
I costumi di scena per la nuova mostra-mercato Opera Vintage al Comunale di Bologna
In collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e Comune di Bologna
Sabato 8 febbraio 2020, dalle 10.00 alle 18.00
Bologna, Foyer Respighi del Teatro Comunale
Oltre 300 capi provenienti da costumi di scena storici e moderni selezionati dai magazzini del Teatro Comunale di Bologna saranno esposti e messi in vendita in occasione della nuova mostra-mercato “Opera Vintage”, in programma sabato 8 febbraio dalle 10 alle 18 nel Foyer Respighi, promossa in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e con il Comune di Bologna.
FONDAZIONE HAYDN DI BOLZANO E TRENTO
COMUNICATO STAMPA
Don Giovanni
di Wolfgang Amadeus Mozart
regia di Cristina Pezzoli
Sabato 8 e domenica 9 febbraio
al Teatro Sociale di Trento
UN LIBERTINO ETERNO BAMBINO
La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento propone al Teatro Sociale di Trento una rilettura “al femminile” dell’intramontabile mito del libertino mozartiano.
La quinta stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, dopo l’avvio bolzanino con il dittico Radames-Lohengrin, prosegue al Teatro Sociale di Trento, sabato 8 (ore 20) e domenica 9 febbraio (ore 17), con uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart: Don Giovanni. L’opera del genio salisburghese verrà proposta in un nuovo allestimento - coprodotto da Fondazione Haydn, Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca – che reca la firma della regista Cristina Pezzoli. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento sarà diretta nell’occasione da Francesco Pasqualetti. Scene e costumi di Giacomo Andrico. Luci di Valerio Alfieri. Coreografie di Arianna Benedetti. Corpo di ballo Nuovo Balletto di Toscana. Coro Ars Lyrica diretto da Marco Bargagna.
Il cast è formato da cantanti tra i migliori del panorama italiano: Daniele Antonangeli (Don Giovanni), Paolo Pecchioli (Il Commendatore), Sonia Ciani (Donna Anna), Raffaella Milanesi (Donna Elvira), Federica Livi (Zerlina), Diego Godoy (Don Ottavio), Nicola Ziccardi (Leporello), Francesco Vultaggio (Masetto).
Nella sua regia Cristina Pezzoli vede Don Giovanni da un’angolazione femminile, descrivendo il protagonista come un eterno bambino: “Penso che ogni donna possa facilmente riportare alla memoria i ‘dongiovanni’ con cui ha avuto a che fare e immagino cosa ci si potrebbe aspettare da una ‘lettura al femminile’ di Don Giovanni, ma io non sono interessata a fare di quest’opera e di questo personaggio una lettura post femminista” – spiega la regista – “Il Don Giovanni mozartiano esige di essere rappresentato con una maggiore complessità, sospendendo il giudizio morale sulle malefatte dell’empio, alla ricerca del suo nucleo fondativo profondo”. Don Giovanni diviene così “un personaggio mosso dal bisogno incessante di gioco e conoscenza, che prende tutto poco sul serio: la vita, le donne, Dio, la morte”. Un Circo Nero ospiterà immagini, visioni, numeri ludici dalla notte delle malefatte sino al momento della punizione divina.
COMUNICATO STAMPA
Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere e balletto. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.
Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.
ASOLO MUSICA - VENETO MUSICA
Anche per il 2020 lo Squero, affascinante sala da concerti che si affaccia sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, ospiterà la quinta stagione di concerti, organizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, che si svolgerà dal 1 febbraio al 12 dicembre 2020.
All'Auditorium Lo Squero, affascinante sala da concerti sorta nel luogo di un'antica officina per la riparazione delle gondole sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, prende le mosse il prossimo 1 febbraio 2020 fino a 12 dicembre 2020, la quinta stagione musicale realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, il sostegno di Mibact e Regione Veneto e la partecipazione di Pro-Gest, Un'occasione straordinaria per godere della suggestione del luogo e per ascoltare alcuni dei migliori musicisti veneti in attività, oltre ad alcuni attesissimi ospiti stranieri.
Tutti i concerti avranno inizio alle 17.00.