DONIZETTI OPERA 2023- IL DILUVIO UNIVERSALE- 17 NOVEMBRE 2023 - TEATRO DONIZETTI BERGAMO

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Inaugurazione del Donizetti Festival 2023 con la rappresentazione della rarissima azione tragico sacra “IL Diluvio Universale” nella Edizione critica della versione di Napoli a cura di Edoardo Cavalli.

Opera composta per la stagione di Quaresima, (sorta di stagione lirica “sui generis”) dove si davano opere che, sulla carta, affrontavano soggetti provenienti dall’Antico Testamento, adatti per il periodo sacro pasquale ma che, in realtà, obbedivano alle esigenze teatrali e al desiderio di mondanità che era presente nel pubblico partenopeo.

L’attività napoletana di Donizetti, durante gli anni che vanno fino al primo grande successo milanese della Bolena nel 1830, ribadisce un tipo di formazione stilistica che per qualche tempo impedisce a Donizetti di essere bene accetto non solo a Milano ma anche a Bergamo. Numericamente l’attività operistica donizettiana per i teatri di Napoli si concretizza in 7 opere serie, 6 opere buffe e 3 semiserie cui bisogna aggiungere una azione tragico sacra: il Diluvio Universale appunto. 

Accolta in modo non molto convinto la sera della prima, anche a causa di un cast non particolarmente preparato (la Primadonna Luigia Boccabadati ebbe un vuoto di memoria, entrando in anticipo di almeno 20 battute nella stretta del Finale I, oltre a numerosi problemi di movimentazione scenica che scatenarono l'ilarità del pubblico). Il “Diluvio Universale” è un lavoro scomparso dal repertorio, qui proposto nella primissima versione napoletana del 1830, che poi Donizetti rivedrà per il Carlo Felice di Genova ampliando la parte di Ada e aggiungendo un duetto con Cadmo. Rappresenta quindi un sicuro e fino ad ora poco  studiato snodo del teatro musicale: inizialmente c'è il Rossini del Mosé in Egitto; davanti, si sviluppano quegli intrecci armonici e corali donizettiani che porteranno al Nabucco di Verdi.

La regia dello spettacolo, con le proiezioni video e la “moderna Arca” volante, è stata realizzata dai Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), da Mariano Furlani, dallo studio 2050+, insistendo sulla ossessione del presente attuale: si festeggia allegramente nella lasciva città di Sennàar, mentre fuori a breve il mondo verrà distrutto. Bisogna cambiare stile di vita, l’acqua ci sommergerà, è l’avvertimento, inascoltato, di Noè. L'idea, interessante ed attuale, è ambientata ai nostri giorni ma lo sviluppo nel corso della serata non decolla, ripiegandosi su se stesso e finendo per ingessarsi in una tradizionale messa in scena con coro e cantanti praticamente fermi al proscenio. Anche i video, curatissimi e originali, e la gestione dei figuranti, se inizialmente appaiono interessanti, nel corso dello sviluppo dell'azione, lasciano un po’ il tempo che trovano, non interagendo appunto con i personaggi. 

L’eccezionale orchestrazione è stata riportata al suono dal maestro Riccardo Frizza , Direttore Musicale del Festival e dall’Orchestra Donizetti Opera con il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala. Donizetti rende protagonista della vicenda non Noè, ma Sela, la purezza rappresentata dall’unico colore in scena in un mondo nero (un po’ anonimi i costumi). Impeccabile l'approccio belcantista di Frizza alla sconosciuta partitura, risultando particolarmente curato nelle difficili scene corali come nella gestione dell'economia dei tempi, sempre a servizio del canto. Giuliana Gianfaldoni ha reso perfettamente, musicalmente e scenicamente, il conflitto interiore del personaggio, moglie e madre, sempre in conflitto tra Dio e il marito e i figli. Voce maturata e tecnicamente migliorata rispetto agli anni precedenti, affronta le parti a lei riservate da Donizetti, particolarmente scomoda nella tecnica e di non facile esecuzione, con altissima professionalità e precisione, uscendo a testa alta al termine della rappresentazione anche se a difetto di una intonazione non sempre purissima.

Enea Scala è Cadmo fiero e impeccabile nelle voce e nello stile belcantista della sua parte (si pensa molto al Devereux mentre lo si ascolta) passando indenne le acrobazie vocali richieste.

Nahuel Di Pierro è un Noè particolarmente chiaro nella voce che quindi perde in ieraticità e solennità, ma risolve perfettamente la sua parte nella perfezione dei declamato.

La Ada di Maria Elena Pepi, risolve la sua breve ma fondamentale parte con sicura presenza, ma musicalmente non perfettamente a suo agio soprattutto nelle note di passaggio. 

Molto bene le tre nuore di Noè (Asfene Erica Artina, Abra Sophie Burns, Tesbite, Sabrina Gatdèz) come pure i loro mariti (Sem, Davide Zaccherini, Cam, Eduardo Martínez e Jafet,  Nicolò Donini).

Menzione speciale per il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala preparato ottimamente da  Salvo Sgrò, che risolve con perfetta presenza le numerose ed impegnative parti a lui riservate.

Al termine applausi convinti per tutti i cantanti e per il direttore Frizza, forti dissensi e contestazioni (a nostro parere eccessive ed ingiustificate) ai responsabili della parte visiva dello spettacolo dai un pubblico molto partecipe ed internazionale.

 

Pierluigi Guadagni

PRODUZIONE E INTERPRETI 

 

IL DILUVIO UNIVERSALE

 

Azione tragico sacra di Domenico Gilardoni

Musica di Gaetano Donizetti

Prima esecuzione: Napoli, Real Teatro di San Carlo, 6 marzo 1830

Edizione critica della versione di Napoli a cura di Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti

 

Direttore Riccardo Frizza

Progetto, regia, regia in presa diretta e costumi MASBEDO

Drammaturgia visiva Mariano Furlani

Scene 2050+

Movimenti scenici Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco

Light designer Fiammetta Baldiserri

 

Noè     Nahuel Di Pierro

Jafet    Nicolò Donini

Sem     Davide Zaccherini

Cam     Eduardo Martínez*

Tesbite  Sabrina Gárdez*

Asfene    Erica Artina

Abra     Sophie Burns

Cadmo   Enea Scala

Sela    Giuliana Gianfaldoni

Ada    Maria Elena Pepi*

Artoo    Wangmao Wang

 

Orchestra Donizetti Opera

Coro dell’Accademia Teatro alla Scala

Maestro del Coro Salvo Sgrò 

*Allievi della Bottega Donizetti 

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti

in collaborazione con la GAMeC di Bergamo per Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023 

Si ringraziano Fondazione In Between Art Film e Motta&Partners per il sostegno alla produzione dei video di MASBEDO