Il mastodontico allestimento di Nabucco ideato l'anno scorso dal regista Arnaud Bernard torna a far parlare di sé a Verona, dove un anfiteatro gremito in ogni ordine di posto ha salutato con fragore ancora una volta l’opera verdiana che forse dopo Aida più lo rappresenta. Ci pare infatti stia vincendo l’intento del nuovo sovrintendente Gasdia di portare in scena spettacoli memorabili che conquistano l’occhio del pubblico, che di fatto finora ha sempre riempito l’Arena.
Secondo il regista fu talmente significativo il periodo risorgimentale italiano e l’influenza che la produzione verdiana ebbe allora negli animi del popolo non ancora affrancato dagli austriaci, che quasi doverosamente rende omaggio a quel momento storico, scegliendo le Cinque giornate di Milano, con questo allestimento che appunto l’anno scorso inaugurò il festival riportando tutti noi a quei tempi di conflitti e di ideali patriottici quasi ormai perduti. Milano, simbolo della rivoluzione e fulcro degli scontri del Marzo 1848; la Scala, a sua volta simbolo della città lombarda; i soldati, i tumulti e gli spari per strada: tutto vissuto tragicamente dai protagonisti di una vicenda famigliare e storica che dall’antica Gerusalemme arriva al nostro paese attraverso un viaggio temporale, storico e culturale.
Le scene di Alessandro Camera sono curatissime nei dettagli sia del manto stradale con le miriadi di comparse, che nel teatro alla Scala in miniatura riprodotto fedelmente in sezione dentro e fuori, con tanto di nobili che assistono alla rappresentazione del Nabucco ed il popolo inneggiante alla rivolta. Dunque Nabucco, Fenena, Abigaille e tutti gli altri sono al contempo attori e spettatori di una vicenda complicata che si articola sopra ed intorno al palcoscenico sovrapponendosi, come del resto accade per tante storie della nostra società. Paolo Mazzon completa le atmosfere belliche con luci forti ed effetti sorpresa che sottolineano l’ambientazione.
Il re di Babilonia è un ispiratissimo Amartuvshin Enkhbat dalla voce piena e robusta che conserva in sé anche una vena morbida, capace di aggiungere al personaggio di re /dio conquistatore di popoli anche un lato mortale di uomo sopraffatto dagli eventi. Serata storta per Susanna Branchini nei panni della terribile Abigaille. Il soprano interpreta il ruolo di donna volitiva e minacciosa con tutta se stessa, ma la voce non la sostiene come dovrebbe: non sempre stabile, fatica in acuto rasentando l’urlo in più punti, manca di uniformità nel passaggio tra grave ed acuto ed anche gli attacchi sono spesso difficoltosi. Non mancano comunque momenti più felici quando il ruolo le concede passaggi più morbidi e la voce risulta più rilassata. In ottima forma invece Luciano Ganci come Ismaele, confermando il periodo positivo del tenore che interpreta un personaggio accorato e generoso ed offre una canto che brilla in acuto, preciso ed uniforme su tutta la gamma della sua tessitura. Sicuro in scena, canta con disinvoltura e senza fatica. Bene anche la Fenena di Géraldine Chauvet: spontanea ed agile vocalmente, attenta e sicura in scena. Bella voce per Zaccaria interpretato da Rafał Siwek . Il basso possiede un timbro di tutto rispetto che si muove agilmente nella zona più scura ma si apre bene anche quando allarga il suono. Corretto il Gran Sacerdote di Nicolò Ceriani come l’Abdallo di Roberto Covatta. Interessante Elisabetta Zizzo come Anna.
Conferma dopo la recente Aida l’approccio positivo con l’orchestra in Arena il Maestro Jordi Bernàcer che la guida con tensione e mille occhi tra palcoscenico e buca. I musicisti appaiono particolarmente in forma ed in sintonia fra le sezioni, sin dalla sinfonia brillante e per tutta la rappresentazione il suono è teso e volto a sottolineare sempre la narrazione degli eventi. Non manca il bis del coro preparato da Vito Lombardi, acclamato da una comparsa nella finta Scala.
Grande successo per tutti e pubblico in festa.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore d'Orchestra Jordi Bernàcer
Regia e Costumi Arnaud Bernard
Scene Alessandro Camera
Lighting design Paolo Mazzon
Maestro del coro Vito Lombardi
GLI INTERPRETI
Nabucco Amartuvshin Enkhbat
Ismaele Luciano Ganci
Zaccaria Rafał Siwek
Abigaille Susanna Branchini
Fenena Géraldine Chauvet
Gran Sacerdote di Belo Nicolò Ceriani
Abdallo Roberto Covatta
Anna Elisabetta Zizzo
Orchestra, Coro e Tecnici dell’Arena di Verona
FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA