Di Maria Teresa Giovagnoli su Sabato, 02 Luglio 2016
Categoria: Recensioni

MIRANDOLINA, BOHUSLAV MARTINÛ – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 1 LUGLIO 2016

Uno spettacolo che definire semplicemente frizzante sarebbe poco, è quello ideato da  Gianmaria Aliverta per la Mirandolina di Martinü alla Fenice di Venezia, che in atmosfera di partenze vacanziere, in questo inizio caldo di estate,  ci porta proprio in un moderno resort con Spa annessa in cui la padrona Mirandolina fa il bello ed il cattivo tempo, flirtando con gli ospiti bizzarri che vi si recano. Lontane fino a un certo punto sono le ambientazioni della Locandiera di Goldoni da cui l’autore trasse l’opera andata in scena postuma nel 1959 e che, partendo dalla commedia dell’arte italiana, sviluppa ulteriormente i personaggi tipici donando loro connotati più realistici, tanto che nella rivisitazione del regista potremmo incontrare tipi del genere addirittura ad una festa o ad una sagra di paese.

Nell'ambiente scenico ultra moderno disegnato da Massimo Checchetto, Aliverta vede i vacanzieri girare tranquillamente in accappatoio pronti per massaggio e bagno turco, intenti a farsi i selfie sui lettini del solarium, e contendersi le attenzioni di una titolare tutto fare che alla fine sceglie il più innocuo di tutti: il fedele servitore Fabrizio. Il costumista Carlos Tieppo si è potuto divertire soprattutto alla fine, vestendo gli interpreti con abiti decisamente eccentrici che ne sottolineano le caratteristiche per così dire folcloristiche (in particolare i protagonisti maschili). Così tra gag simpatiche e dialoghi da botta e risposta scorrono via le circa due ore di spettacolo cui la musica del compositore fa da sottofondo dinamico e corroborante, divertendo molto chi ascolta.

Il cast è stato pressoché perfetto nell’interpretare i dettami del regista. Mirandolina è una ragazza spigliata che restando sola al mondo gestisce con intelligenza ed astuzia da mercante l’hotel lasciatole in eredità. Silvia Frigato ha una voce squillante che esalta il personaggio in tutte le sue furberie femminili.

Fantastico il conte di Albafiorita di Marcello Nardis: il tenore ha una comicità innata e interpretare il romano burino che si è conquistato il titolo con i soldi. Il regista ne ha fatto una specie di Gallo Cedrone cui non par vero di potersi forgiare del titolo e che ostenta gioielli e denari offrendoli alla padroncina, quasi come merce di scambio per riceverne attenzioni. Il canto è quasi subordinato alla recitazione spigliata e decisa.

Il suo rivale è il nobile decaduto marchese di Forlimpopoli, alias Bruno Taddia, capace solo di offrire protezione alla giovane che comunque non  propende per nessuno dei due. L’interprete è spassoso quanto gli altri e protagonista di esilaranti siparietti col suo antagonista, corretto nella resa vocale.

Fantastico Omar Montanari nei panni del misogino sconfitto, il Cavaliere di Ripafratta: burbero tanto nella voce robusta quanto nei gesti esasperati, è un cavaliere frizzante e bonariamente odioso da suscitare comunque simpatia soprattutto perché ingannato a dovere dalla protagonista.

Il povero ma vincitore in amore è Leonardo Cortellazzi interprete di un Fabrizio di lusso per colore vocale, fraseggio e presenza scenica volutamente più contenuta rispetto alle bizzarrie dei vacanzieri.

Davvero incredibili le finte dame, Giulia Della Peruta e Laura Verrecchia nei panni delle sedicenti contesse Ortensia e Dejanira: ottima intesa col cast e presenza scenica, forti entrambe di voci gradevoli e giuste per il repertorio.

Christian Collia è un timorosissimo servo del cavaliere dalla sudorazione continuamente tamponata da un bianco fazzoletto sempre pronto in mano.

John Axelrod si lascia volentieri contagiare dalla vivacità dello spettacolo guidando con grinta l’orchestra della Fenice che brilla frizzante e coinvolgente nei colori.

Teatro quasi esaurito di pubblico divertito e plaudente verso tutti gli interpreti che avanzano alla ribalta mentre la scena rotea svelandoli man mano; entusiasmo per il team registico.

Maria Teresa Giovagnoli

LA PRODUZIONE

Direttore                                John Axelrod

Regia                                     Gianmaria Aliverta

Scene                                     Massimo Checchetto

Costumi                                 Carlos Tieppo

GLI INTERPRETI

Mirandolina                         Silvia Frigato
Ortensia                                Giulia Della Peruta
Dejanira                               Laura Verrecchia
Fabrizio                                Leonardo Cortellazzi
Il conte d’Albafiorita          Marcello Nardis
Il cavaliere di Ripafratta    Omar Montanari
Il servitore del cavaliere      Christian Collia
Il marchese di Forlimpopoli Bruno Taddia

Orchestra del Teatro La Fenice

in lingua originale con sopratitoli in italiano e inglese

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
nell’ambito del Festival«Lo spirito della musica di Venezia 2016
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Foto Michele Crosera