E’ Traviata il debutto operistico di Sofia Coppola alla regia e di Valentino per i costumi.
Bisogna subito dire che il binomio ha funzionato alla grande!
Lo spettacolo è sontuoso, una Parigi con tutti i vizi ed i vezzi della “belle epoque”: lustrini, lazzi e stucchi in quantità.
Lo scalone, le specchiere , gli interni, le sale, tute le scene di Nathan Crowley sono curate e bellissime.
I costumi di Valentino sono meravigliosi ḉa va sans dire…quelli di Violetta del primo atto, un nero con coda verde turchese, quello della casa di Flora… il famoso rosso Valentino è davvero spettacolare.
Ma tutti sono invero curatissimi e di splendido impatto scenografico.
La recitazione pensata dalla Coppola è tradizionale, volutamente e vagamente rieccheggiante una Sissi o una Rossella O’hara Violetta si muove con delicatezza, senza eccessi, quasi “legata” in questo suo gioco di sguardi e di passioni.
Un recitazione forse un pochino troppo “cinematografica” nel senso che in Teatro i movimenti dovrebbero essere più ampi, le espressioni del viso più plateali, senza scadere in eccessi ma ricordando che non esiste una macchina da presa che ci fa cogliere uno sguardo da lontano o che fa un primo piano di un movimento di una mano appena accennato..
La parte musicale purtroppo non corrisponde sempre a tanto splendore sul palcoscenico.
La Violetta di Francesca Dotto è corretta e nulla più. La voce è graziosa ma senza particolare fascino, la tecnica è adeguata al canto più lirico del secondo e del terzo atto ma mostra il fianco in quello d’agilità del primo anche e soprattutto perché non supportata dal podio.
Antonio Poli ha un timbro magnifico ma è costretto dai volumi orchestrali e dai tempi imposti a spingere la voce oltre le sue possibilità. Spesso il centro si apre e l’acuto non è così semplice come in altre occasioni avevamo ascoltato.
Trionfatore della serata Roberto Frontali disegna uno splendido Germont. Ieratico, fiero, tenero, morbido nel canto legato e nelle sfumature della parola cantata.
Tra i comprimari ottima la Annina di Chiara Peretti, il Gastone di Andrea Giovannini e il Barone di Roberto Accurso. Gradevoli il Marchese di Andrea Porta ed il Dottore di Graziano Dallavalle; non a fuoco e troppo stridula la Flora di Anna Malavasi.
Resta da dire della delusione vera della serata.
La direzione di Jader Bignamini è lenta in alcuni punti e velocissima in altri, chiassosa e priva di direzionalità. Si siede sui cantabili, non asseconda il canto dei tre protagonisti, in alcune circostanze (vedi stretta del Coro nel Finale Primo) perde completamente la sincronia col palcoscenico pur scegliendo un tempo piuttosto “comodo”.
E’ un vero peccato ascoltare un’Orchestra che non ha certamente suonato al meglio delle sue possibilità e che invece in altre serata ci aveva stupito per qualità e compattezza del suono.
Teatro gremito, pubblico molto ricercato e sofisticato. Si è assistito ad una serata che sembrava davvero d’altri tempi.
Alla fine applausi per tutti con punte di entusiasmo per la Coppola, Valentino ed il loro staff artistico.
Rosy Simeone
LA PRODUZIONE
Direttore Jader Bignamini
Regia Sofia Coppola
Maestro Del Coro Roberto Gabbiani
Scene Nathan Crowley
Scenografo Collaboratore Leila Fteita
Costumi Valentino Garavani, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli
Regista Collaboratore Marina Bianchi
Coreografia Stéphane Phavorin
Luci Vinicio Cheli
Video a Cura di Officine K
GLI INTERPRETI
Violetta Valery Francesca Dotto
Alfredo Germont Antonio Poli
Giorgio Germont Roberto Frontali
Flora Anna Malavasi
Gastone,
Visconte di Létorières Andrea Giovannini
Il Barone Douphol Roberto Accurso
Il Marchese D'obigny Andrea Porta
Il Dottor Grenvil Graziano Dallavalle
Annina Chiara Pieretti
ORCHESTRA E CORO OPERA DI ROMA
Nuova produzione creata da Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti
Foto Teatro dell'Opera di Roma / Yasuko Kageyama