Di Maria Teresa Giovagnoli su Lunedì, 10 Ottobre 2016
Categoria: Recensioni

LA MAHLER CHAMBER ORCHESTRA CON DANIEL HARDING AL SETTEMBRE DELL' ACCADEMIA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, 07 OTTOBRE 2016

Di Pierluigi Guadagni

A concludere il Settembre dell'Accademia 2016 è stata chiamata la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniel Harding con un programma che ha visto protagoniste le ultime tre sinfonie composte da Mozart.

La scelta di Harding e dell'orchestra stessa per questo programma, si colloca nella direzione di pensare agli ultimi tre capolavori sinfonici del genio di Salisburgo come ad un corpo unico, una sorta di ultimo testamento musicale mozartiano.

E in effetti si può pensare che formino un'unica struttura tripartita se la n.39 è l'unica con una vera introduzione e la n.41 è l'unica con un vero finale; come pure la n.39 in realtà non finisce e la n.40 non inizia realmente.

Ecco quindi che all' accordo ultimo del Finale della n.39, Harding fa seguire immediatamente l'accompagnamento delle viole, violoncelli e contrabbassi che aprono la n.40.

Non è una scelta nuova, già Nikolaus Harnoncourt propose questa idea anni addietro, e personalmente la trovo un'idea non felicissima, poiché anche se è vero che le tre ultime sinfonie di Mozart rappresentano un periodo di conclusione e la summa della maturità artistica mozartiana, ognuna vive e pulsa di luce propria e come tale credo vada trattata.

L'esecuzione della Mahler Chamber Orchestra è comunque di altissimo livello, gli archi respirano in unico corpo, i legni sorprendono per l'eleganza e la estrema precisione esecutiva, gli ottoni entrano e si amalgamano nella compagine senza mai sovrastare l'esecuzione.

L'impronta che Daniel Harding da a questa serata è sbalorditiva per la capacità nell'individuare in questa trilogia miracolosa il motore ritmico che spinge ogni opera e ad elevarlo all'ennesima potenza.

Harding non consente all'impeto musicale un solo istante di relax, gli stessi movimenti lenti che intramezzano le tre sinfonie sono mantenuti ad un livello di testosterone elevato e i tre minuetti sono eseguiti eccessivamente veloci per dirsi tali.

Gli allegro finali suonano irresistibilmente concentrati a stupire l'esecutore, poiché Harding crede che nessun silenzio possa essere allungato e nessuna pausa sia concessa nelle riprese dei temi che vengono eseguiti integralmente.

Insieme con la sua personale rivalutazione del contenuto musicale di queste sinfonie, Harding e la Mahler Chamber Orchestra, hanno chiaramente riconsiderato il mondo sonoro di queste composizioni portandole ad un eccesso di “riscrittura” musicale che spesso ci ha lasciati attoniti per la abbondanza di invenzioni agogiche impiantate ex novo nella scrittura mozartiana che crediamo non necessiti di nulla se non di una esecuzione concentrata.

Il viaggio che ci ha proposto Harding attraverso la sua personale rilettura di questi lavori mozartiani, ci ha ricordato più un incontro con una donna matura eccessivamente sottoposta ad un impianto di chirurgia estetica (reso perfettamente per carità!) che la vista di una bellissima ragazza naturale nelle forme e nella struttura.

Il pubblico si è lasciato comunque stupire ed incantare da tanta potenza ed inventiva esecutiva, esaltata da una esecuzione mirabolante ed impeccabile ed è esploso in un fragoroso applauso che ha liberato la (eccessiva) tensione musicale della serata.

Pierluigi Guadagni

IL PROGRAMMA

MAHLER CHAMBER ORCHESTRA

DANIEL HARDING DIRETTORE

W.A.MOZART

SINFONIE N.39\40\41

Foto Maurizio Brenzoni