Di Maria Teresa Giovagnoli su Sabato, 09 Settembre 2017
Categoria: Recensioni

LA FINTA TEDESCA, JOHANN ADOLF HASSE / LA DIRINDINA, DOMENICO SCARLATTI – PALAZZO LEONI MONTANARI, VICENZA, VENERDI’ 08 SETTEMBRE 2017

Divertentissimo pomeriggio trascorso nel meraviglioso Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, ove grazie al loggiato che sormonta il cortile dell’atrio è possibile allestire spettacoli musicali come in un piccolo teatro a cielo aperto. In scena due intermezzi spassosi che, se non posti nell’intervallo fra due parti di un’opera seria come in origine, oggi costituiscono un modo per spezzare ad esempio una lunga giornata con allegria e buon gusto. È il caso de La finta tedesca di Hasse, e de La Dirindina di Sarlatti in un allestimento semi scenico, con i deliziosi costumi d’epoca della Sartoria Sattin.

Con Hasse torniamo al 1728 e precisamente a Napoli, ove le furberie di Carlotta per farsi sposare dal ricco Pantaleone costituirono una boccata d’aria fresca per gli spettatori del Teatro di San Bartolomeo ove si rappresentava il dramma ‘Attalo re di Bitinia’ dello stesso Hasse. Solo due personaggi ad intrattenere il pubblico che con brio e spigliatezza sanno conquistare e divertire. Il libretto è basato fondamentalmente sul gioo dei suoni simil- tedeschi che la protagonista Carlotta sciorina al suo padrone nel fingersi una straniera per sembrare più accattivante. Come ogni intermezzo che si rispetti non mancano travestimenti, piccoli inganni e siparietti inaspettati per arricchire una trama di per sé assai semplice. Ecco dunque  Sabrina Cortese fingersi dapprima una tedesca, poi un avvocato e per finire una squilibrata per muovere a compassione il suo padrone Pantaleone, ossia Lorenzo Malagola Barbieri,  e convincerlo che sposarsi con la sua servetta sia la cosa più giusta da fare. Ricchissima di recitativi, questa composizione lascia poco spazio al canto vero e proprio e sta tutto nell’abilità degli interpreti tenere sempre alto l’interesse di chi ascolta. Difatti la regia è stata volutamente lasciata in mano ai cantanti che effettivamente hanno animato e non poco la rappresentazione. Oltre alla disinvoltura scenica la Cortese possiede una bella uniformità timbrica che le consente anche di giocare sui suoni e cantare rilassata e senza sforzo alcuno. Efficacie anche Barbieri, che ha dal canto suo una voce assai robusta e la capacità di cantare sciolto e sicuro. Nei panni silenziosi dell’Ussaro Giuseppe Montagno, che in Dirindina è Liscione.

Col secondo intermezzo siamo invece nel 1715 e gli interpreti sono tre, con baritono e soprano,  Don Carissimo e Dirindina, rispettivamente maestro di musica e allieva, che se la giocano con il terzo personaggio, in questo caso Liscione, musico castrato interpretato come detto da Montagno. Stavolta è il maestro, Lorenzo Malagola Barbieri, che spera di convincere l’allieva, Sabrina Cortese, a sposarlo. Ma dopo la consueta serie di scene comiche e malintesi, capisce che in realtà la giovane è innamorata di Liscione e deve cedere ed acconsentire alle nozze tra i due. Montagno/Liscione è un interessante controtenore, la cui vocalità particolarmente acuta si sposa bene col ruolo del cantore castrato. Grazie all’ottima sintonia tra i tre interpreti, la farsetta scivola via piacevolmente e quasi dispiace quando si giunge al termine.

Ad accompagnare musicalmente le due farse il maestro Gianluigi Dettori guida i solisti dell’ Orchestra sinfonica dei Colli Morenici, il cui suono è amplificato dall’ottima acustica del cortile, che consente di apprezzare particolarmente gli archi. I ritmi sono adattati alla narrazione e particolarmente impegnato è il clavicembalo, dato l’ingente quantitativo di recitativi.

Un bel pubblico di appassionati ha reso lungo omaggio a tutti in un bel pomeriggio di festa per la città di Vicenza.

Maria Teresa Giovagnoli

LA LOCANDINA

La Finta tedesca

(Carlotta-Pantaleone)

tre intermezzi di Johann Adolf Hasse

Lorenzo Malagola Barbieri, Pantaleone

Sabrina Cortese, Carlotta

La Dirindina

testi di Girolamo Gigli

musiche di Domenico Scarlatti

intermezzi per musica

Lorenzo Malagola Barbieri, Don Carissimo

Sabrina Cortese, Dirindina

Giuseppe Montagno, Liscione

 

I solisti dell 'Orchestra sinfonica dei Colli Morenici

Direttore: Gianluigi Dettori

Violini: Leonardo Bellesini, Massimiliano Brutti, Costanza Scanavini, Lorenzo Gugole

Viola: Eva Impellizzeri

Violoncello: Silvia Dal Paos

Clavicembalo: Elisa Fanchini.

Sartoria Sattin, costumi

FOTO  Luigi De Frenza