Di Rosy Simeone
Interessante versione del Turco in Italia che il ROF di Pesaro propone come secondo titolo del Festival.
Lo spettacolo di Davide Livermore sposta l’azione in un set cinematografico dal sapore chiaramente felliniano e rileva la vita del set dei singoli protagonisti. Idea suggestiva e rimarchevole. Molto ben tenuta dall’ottimo cast e dalla bravura assoluta di alcuni attori che interagivano nella vicenda.
Bellissime le scene sempre di Livermore ed i costumi anni ’50 di Gianluca Falschi.
Magnifica la prova di Pietro Spagnoli come Prosdocimo. La voce è sonora, perfettamente sostenuta, il canto e la recitazione si fondono in un amalgama di grande classe e di mestiere straordinari.
Nicola Alaimo crea un personaggio dolce, amaro e comico al contempo. Lo fa con grande perizia tecnica usando la sua voce ampia, timbrata, scura ed estesa in maniera impeccabile. Tecnica, musicalità, gusto e verve scenica giocano insieme per creare un piccolo capolavoro interpretativo.
Leggermente meno a fuoco il Selim di Erwin Schrott che unisce una bellissima presenza ad un timbro di rara bellezza. A questi due elementi però si accumuna una certa “estraneità” a questo repertorio ed a questo modo di cantare che non rendono piena giustizia al titlerole.
Discreta la prova di Rene Barbera come Narciso; una voce più nasale di quanto la ricordassimo e non perfettamente a suo agio nella tessitura del ruolo.
Ottimi Albazar di Pietro Adaini (forse sarebbe stato più giusto promuoverlo al ruolo di Narciso) e di Cecilia Molinari come Zaida (ottima voce ben proiettata con forse qualche piccola asprezza in acuto)
I problemi arrivano dalla protagonista femminile. La Fiorilla di Olga Peretyatko è stata la vera delusione di questo Festival. La voce appare quasi sfibrata, stridula, poco morbida nei centri, molto tirata nel settore acuto e priva completamente di suono in quello sovracuto.
Ottima attrice senza dubbio, ma vocalmente davvero in difficoltà e a tratti ai limiti dell’imbarazzo.
Speranza Scappucci sul podio ed al clavicembalo fa il suo debutto pesarese in tono minore. Nulla era possibile fare con un’Orchestra ed un Coro di pessimo livello ma la sua concertazione è risultata priva di brio, poco attenta alle esigenze dei cantanti e molto concentrata sulla buca.
Al temine applausi per tutti con punte di entusiasmo per Alaimo e Spagnoli e sonore contestazioni per la Peretyatko.
Rosy Simeone
LA PRODUZIONE
Direttore Speranza Scappucci
Regia e Scene Davide Livermore
Videodesign D-WOK
Costumi Gianluca Falaschi
Progetto luci Nicolas Bovey
GLI INTERPRETI
Selim Erwin Schrott
Fiorilla Olga Peretyatko
Geronio Nicola Alaimo
Narciso René Barbera
Prosdocimo Pietro Spagnoli
Zaida Cecilia Molinari
Albazar Pietro Adaini
Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini
Maestro del Coro Mirca Rosciani
Filarmonica Gioachino Rossini
Nuova coproduzione con Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia
FOTO ROSSINI OPERA FESTIVAL