Si conclude la stagione 2014/15 al Teatro Filarmonico di Verona con Il Flauto magico di Mozart ed uno spettacolo pensato dal regista Mariano Furlani in collaborazione con la coppia artistica dei Masbedo, alias Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, celebri video maker. Uno spettacolo pulito, immediatamente fruibile, che conserva un sapore fiabesco ma non troppo e che lascia allo spettatore quella sensazione di essersi lasciato trasportare in un altro mondo per circa tre ore. La storia del giovane Tamino che corre nel regno di Sarastro per salvare e conquistare la figlia di Astrifiammante è chiara, alla portata di tutti, senza fronzoli né significati nascosti e tutti i contenuti sono esattamente quelli che il libretto di Schikaneder illustrava originariamente. Il registra si concentra soprattutto sul viaggio iniziatico dei due giovani per il raggiungimento della maturità, dell’affrancamento dai vincoli familiari, della scoperta di sé al fine di una elevazione spirituale; la cupa Regina della notte ed il saggio Sarastro sono inizio e fine di un viaggio materiale e spirituale fatto di prove fisiche e morali, grazie alle quali gli innamorati conquistano il premio finale di una serenità quasi ascetica.
Il palcoscenico è riempito soprattutto dai filmati creati da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, costituiti per lo più da elementi naturistici inseriti spesso in un contesto astratto, oppure da figure e soggetti colorati che interagiscono con gli interpreti. Il serpente dell’apertura è visibile solo in video e sembra quasi circondare Tamino, come anche il suo flauto, prezioso ausilio per superare le prove, appare filmato per udirne successivamente solo il suono come fosse un elemento sognato, lontano, ma sempre presente. Le scene di Giacomo Andrico completano l’allestimento con elementi che scendono dall’alto e poi scompaiono, oppure con supporti verticali su cui si proiettano parte dei filmati, ed anche uno squarcio del tempio con Sarastro ed il suo seguito, di cui vediamo appunto solo una scalinata sotto cenni di pareti, come a sottolineare che non servano altri dettagli. Straordinario il lavoro sui personaggi da parte di Furlani, che ne accentua le caratteristiche, rende ognuno perfettamente autonomo ma in ottima intesa scenica con gli altri, in un continuo di corse e movimenti ben studiati, usando tutto ciò di cui si dispone, anche se minimo, condito da espressività ed un pizzico di libertà. Le luci di Paolo Mazzon tendono al blu, grigio o rosso, restando sostanzialmente su toni scuri, come in un sogno ad occhi aperti. Infine i costumi sempre ad opera di regista e scenografo sono in linea con l’allestimento, anche un po’ eccentrici se pensiamo alle piume enormi che cingono la schiena di Papageno, ma in generale piacevoli, soprattutto i delicati abiti nuziali di Tamino e Pamina uniti nel finale in veste bianca.
Voci maschili in forma con Leonardo Cortellazzi nei panni di un Tamino che quasi non ha tregua sul palco, la cui voce delicata e uniformemente acuta accentua i toni di un sensibile ma coraggioso principe. Ancora più attivo, come sempre del resto, il Papageno di Christian Senn che qui trova linfa vitale da vendere nel personaggio del simpatico, furbo ma buono amico degli uccelli, dalla voce solida e considerevolmente ambrata.
Autorevole e profondo come la sua voce tenebrosa un bravissimo InSung Sim come Sarastro, mentre forse meno incisivo degli altri vocalmente, ma a suo agio nel ruolo di Monostatos Marcello Nardis il cui costume molto vistoso con cappotto scuro, guanti di pelle ed elmetto multisfaccettato, non passa certo inosservato.
Sul fronte femminile Pamina è interpretata da Ekaterian Bakanova che possiede un timbro vocale certo uniforme e dall’ottimo volume, come pure le doti attoriali sono evidenti e ben si pone sul palco; forse dal punto di vista prettamente vocale il ruolo di Pamina resta leggermente stretto ad una voce così importante. Al contrario Sofia Mchedlishvili come regina, sua madre, ci è parsa un po’ trattenuta se pur perfetta nei punti critici delle sue arie; un po’ di mordente in più avrebbe reso maggiormente credibile il ruolo della oscura regina la cui voce deve essere sì acuta, ma anche uniforme su tutta la gamma per non scomparire appena scende leggermente sul rigo. Piacevolissimo il suono della voce di Papagena, Lavinia Bini, alla cui vista il povero ed ‘affamato’ Papageno non resiste proprio e si fionda subito a consumare una prima notte di effusioni per ampliare la famiglia (dietro le quinte). Le tre dame di Francesca Sassu, Alessia Nadin ed Elena Serra nell’insieme formano un buon impasto vocale, mentre ci sono apparsi parecchio emozionati i giovani fanciulli Federico Fiorio, Stella Capelli, Maria Gioia.
Romano Dal Zovo e Cristiano Olivieri sono ottimi Primo e Secondo sacerdote (nonché rispettivamente secondo e primo armigero), come molto bene anche Andrea Patucelli come Oratore.
Bravo e preparato il coro areniano di Andrea Cristofolini. L’orchestra guidata da Philipp von Steinaecker ha prodotto un suono molto profondo e ricco, dalle dinamiche stringenti ed adeguate alle varie scene; in una parola brillante.
Successo davvero unanime da parte di un folto pubblico che ha apprezzato tutti gli interpreti, il direttore e il team registico, con applausi prolungati e convinti.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore d'Orchestra Philipp von Steinaecker
Ideazione e Progetto Mariano Furlani e Masbedo
Regia Mariano Furlani
Scene Giacomo Andrico
Costumi Giacomo Andrico e Mariano Furlani
Video Masbedo - Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni
Ideazione e Progetto Mariano Furlani e Masbedo
Regia Mariano Furlani
Scene Giacomo Andrico
Costumi Giacomo Andrico e Mariano Furlani
Video Masbedo - Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni
Luci Paolo Mazzon
Maestro del Coro Andrea Cristofolini
Direttore
allestimenti tecnici Giuseppe de Filippi Venezia
GLI INTERPRETI
Sarastro | InSung Sim |
Tamino | Leonardo Cortellazzi |
Primo sacerdote/ Secondo armigero | Romano Dal Zovo |
Secondo sacerdote/ Primo armigero | Cristiano Olivieri |
La regina della notte | Sofia Mchedlishvili |
Pamina | Ekaterian Bakanova |
Prima Dama | Francesca Sassu |
Seconda Dama | Alessia Nadin |
Terza Dama | Elena Serra |
Primo fanciullo | Federico Fiorio |
Secondo fanciullo | Stella Capelli |
Terzo fanciullo | Maria Gioia |
Papagena | Lavinia Bini |
Papageno | Christian Senn |
Monostatos | Marcello Nardis |
L'oratore Degli Iniziati | Andrea Patucelli |
Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona
Ed. Bärenreiter. Rappresentante per l'Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali Milano
Nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona in lingua originale
FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA