Prosegue la collaborazione tra l’Associazione Verona Lirica e la Fondazione Arena di Verona, che questa volta ‘ha prestato’ il lieto ritorno Gunther Sanin, primo violino dell’orchestra areniana, per il concerto che si è tenuto domenica 12 marzo con la partecipazione di artisti quali Rosanna Savoia, Sarah M’ Punga, Stefano Secco, e Mikeil Kiria.
Come sempre i pezzi scelti sono un mix tra i più conosciuti ed in un certo senso attesi dal pubblico e qualcosa di più ricercato e meno noto. Partenza con un classico duetto tra il soprano Rosanna Savoia ed il baritono Mikeil Kiria con ‘Quanto amore!’ da Elisir d’amore di Donizetti. Il soprano ha poi proposto le non affatto semplici arie di Donna Anna dal Don Giovanni di Mozart ‘Non mi dir, bell’idol mio’, la lunga ed impegnativa scena della pazzia di Lucia di Lammermoor di Donizetti con ‘Il dolce suono mi colpì’; infine un po’ di brio con Bohème di Puccini ed il valzer di Musetta. L’interprete ha una voce pulita e chiara, trasmette come abbiamo già notato in altre occasioni energia ed amore per ciò che sta eseguendo.
Stefano Secco è un interprete sanguigno che dona carica e personalità ai ruoli che interpreta, forte di una voce vibrante e morbida, dal suono uniforme. Per lui ‘La fleur que tu m'avais jetée’ da Carmen di Bizet, ‘La mia letizia infondere’ da I Lombardi alla prima crociata di Verdi, autore del quale ha offerto anche l’intenso duetto/confronto tra Manrico ed Azucena del Trovatore, in coppia con la collega Sarah M’ Punga. Il mezzosoprano ha affrontato una serie di interventi coraggiosi, offrendo l’aria delle lettere dal Werther di Massenet, a seguire ‘Condotta ell’era in ceppi’, sempre dal Trovatore di Verdi e dall’Adriana Lecouvreur l’aria della Principessa di Bouillon ‘Acerba voluttà’, sentita numerose volte in occasione di questi concerti. La voce è diventata particolarmente scura e dal vibrato molto marcato che intensifica una esecuzione non perfetta, ma sicuramente ispirata.
Mikeil Kiria dedica una buona parte delle sue scelte al repertorio rossiniano e precisamente a La Cenerentola, di cui interpreta un preciso Don Magnifico, sia per dizione che per intonazione. Si è davvero divertito con ‘Miei rampolli femminini’ e ‘Sia qualunque delle figlie’. Ha una voce dal velluto particolare ben udibile nel grave ma che si apre anche facilmente più in alto; molto bravo e sciolto è nel sillabato, considerando anche la provenienza estera e la conseguente non familiarità con la lingua italiana.
Gli interventi di Gunther Sanin sono stati uno degli elementi più preziosi del concerto: dalla Thaïs di Massenet il celeberrimo ‘Méditation’, la cui intensa interpretazione carica di pathos e delicatezza esalta l’abilità tecnica del musicist,a che sfiora le corde del suo violino ottenendo un suono vellutato e morbido; a seguire l’assolo da La bella addormentata di Tchaikovsky, languido e trascinante, ed infine un altro assolo, questa volta da I Lombardi alla prima crociata di Verdi. Come sempre non si apprezza in un interprete solo la capacità esecutiva ma, come chiaramente in questo caso, quanto si entri nello spirito di ogni pezzo cesellando nota dopo nota ed aggiungendo tanto del proprio sentire.
Conclusione ‘popolare’ con il quartetto del Rigoletto e quindi tutti gli interpreti, compreso Sanin. L’inossidabile Patrizia Quarta ha accompagnato il concerto al pianoforte.
Al termine, consueta targa ricordo per tutti i partecipanti tra gli applausi di un pubblico contento e partecipe.
Maria Teresa Giovagnoli