Con un gala dedicato interamente alla figura di Verdi la Fondazione Arena di Verona ha omaggiato il compositore cui più deve la notorietà ed il prestigio internazionale, completando il cartellone del 96° Festival lirico con uno spettacolo in cui è protagonista la trilogia popolare con parata di stelle sul palco ed una scenografia naturale mozzafiato.
Avendo a disposizione una infinità di allestimenti magnifici che nel corso degli anni hanno arricchito il palcoscenico veronese, Michele Olcese ha potuto selezionarne gli elementi essenziali che tra le più recenti produzioni potessero incorniciare con delle aggiunte il secondo atto di Rigoletto, il terzo de Il Trovatore ed il terzo di Traviata, per cui Stefano Trespidi ha creato una regia appropriatamente semplice, completata dalle proiezioni video dei diversi ambienti di Paolo Mazzon. Il risultato è stato uno spettacolo raffinato e curato in ogni dettaglio.
La serata ha avuto inizio ancora prima che tutto il pubblico prendesse posto, con i maestri accompagnatori dell’Arena che hanno musicalmente intrattenuto chi entrava eseguendo arie verdiane al pianoforte.
Con la sinfonia da La forza del destino in apertura Andrea Battistoni ha subito esposto il suo stile per la serata. La sinfonia è espressione di grinta e passione, dolcezza e pathos, ed il direttore amatissimo dal pubblico di casa non smentisce tali pulsioni: l’orchestra viene sollecitata e guidata con la consueta grinta, ma vi è spazio per morbidi allunghi nostalgici, pur con un suono estremamente asciutto. Sulle note della sinfonia il corpo di ballo ha eseguito una nuova e delicata coreografia ideata da Luc Bouy.
Di seguito siamo entrati nel pieno delle vicende inerenti il gobbo più celebre dell’opera italiana, con Luca Salsi protagonista di un sentito secondo atto di Rigoletto, ove le angosce paterne sono terribilmente avallate dall’ingresso in scena dell’adorata figlia Gilda, l’attesissima Lisette Oropesa, ed il racconto del rapimento. Salsi canta con trepidazione reale di padre ferito e maledetto, la Oropesa lo sostiene con carezzevole voce uniforme e delicata e movenze da figlia amorevole. Il duca di Mantova è invece Rame Lahaj, non potremmo definirla una voce tipicamente ‘areniana’, ma canta la sua ‘Ella mi fu rapita’ con intenzione e trasporto. Ottimi i ben noti comprimari Biagio Pizzuti come Marullo, lo splendido Carlo Bosi come Borsa, il validissimo Romano Dal Zovo come Ceprano, il Monterone di Nicolò Ceriani, mentre Gocha Abuladze e Barbara Massaro sono rispettivamente l’usciere ed il paggio.
Con il Trovatore l’atmosfera si fa letteralmente calda con le fiamme della pira che quasi riscaldano l’aria particolarmente fresca della serata. Francesco Meli/Manrico è certo interprete di fama internazionale ma non ci è parso nella sua serata migliore. La voce è sempre distinguibile e dal magnifico colore, tuttavia appariva meno brillante del solito. Forse un leggero affaticamento, che lo ha portato anche all’acuto finale non perfettamente a fuoco in ‘Di quella pira’. Con lui in duetto la Leonora di Serena Gamberoni. Violeta Urmana era una Azucena combattiva e grintosa quanto la voce che possiede, mentre Simone Piazzola ha interpretato il suo Conte di luna con una eleganza che quasi ne nobilita il ruolo. Ritroviamo Romano Dal Zovo e Carlo Bosi come Ferrando e Ruiz.
Nel terzo atto di Traviata la Violetta di Maria Mudryak è quasi allucinata negli ultimi istanti della malattia, tanto che i festeggiamenti del Carnevale invadono la stanza della vaneggiante moribonda in una visione concitata, mentre tra uno svenimento e l’altro il soprano canta con reale delirio i suoi ultimi versi. Con un ingresso prorompente Luciano Ganci sfodera la sua voce generosa ed accorata per caratterizzare un Alfredo di grande cuore, mentre ormai veterano della parte Simone Piazzola torna in scena come Germont padre. Martina Gresia ed ancora Romano Dal Zovo sono Annina ed il Dottore.
Andrea Battistoni unisce questi tre atti significativi con un filo conduttore che richiama all’energia certo, ma anche e soprattutto all’attenzione per le voci, alla parola cantata e sottolineata dalla musica, agli eventi in corso con una attenzione particolare alle atmosfere ed alle azioni. L'orchestra marcia ai suoi ritmi ed il suono si fa ricco ma calibrato, complice appunto con la scena. Vito Lombardi ha preparato un coro particolarmente partecipe ed attento.
Pubblico sensibilmente soddisfatto, interpreti apprezzati e ricoperti di applausi.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore d'Orchestra Andrea Battistoni
Regia Stefano Trespidi
Scene Michele Olcese
Coreografia Luc Bouy
Lighting design Paolo Mazzon
Projection design Sergio Metalli
Maestro del Coro Vito Lombardi
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell'Arena di Verona
GLI INTERPRETI ED IL PROGRAMMA
La Forza del destino (Sinfonia)
Rigoletto (II Atto)
Rigoletto Luca Salsi
Il Duca di Mantova Rame Lahaj
Gilda Lisette Oropesa
Marullo Biagio Pizzuti
Matteo Borsa Carlo Bosi
Il Conte di Ceprano Romano Dal Zovo
Il Conte di Monterone Nicolò Ceriani
Usciere Gocha Abuladze
Paggio della Duchessa Barbara Massaro
Il Trovatore (III Atto)
Manrico Francesco Meli
Leonora Serena Gamberoni
Azucena Violeta Urmana
Il Conte di Luna Simone Piazzola
Ferrando Romano Dal Zovo
Ruiz Carlo Bosi
La Traviata (III Atto)
Violetta Valéry Maria Mudryak
Alfredo Germont Luciano Ganci
Giorgio Germont Simone Piazzola
Annina Martina Gresia
Il Dottor Grenvil Romano Dal Zovo
FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA