Per inaugurare questa nuova stagione, il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha scelto di fare le cose in grande, mettendo in cartellone ben due titoli che si alternavano: Aida e Turandot.
Purtroppo non è stato possibile assistere ad entrambi, ma solo a una delle ultime recite di Turandot, la cui regia, come nel caso di Aida, è stata affidata alla coppia Katia Ricciarelli e Davide Garattini Raimondi. Vista la grande affluenza di pubblico mi è stato riservato un posto a scarsa visibilità, quindi posso riferire solo in modo limitato per quando riguarda la parte scenica; inoltre la posizione sopra la buca ha sicuramente sfalsato la mia percezione rispetto a una posizione più favorevole.
Tuttavia anche così lo spettacolo, di impostazione tradizionale, mi è parso piuttosto statico: coro schierato che si guarda in giro, Liù e Timur onnipresenti e immobili, Ping, Pong e Pang che fanno le solite mossette. Semplici ma funzionali le scene mobili ideate da Paolo Vitale (valida l’idea di far diventare la luna il gong usato da Calaf per richiedere di affrontare la prova degli enigmi), così come i costumi di Giada Masi e le coreografie di Morena Barcone.
Al debutto nel ruolo, Kristina Kolar si dimostra una Turandot spettacolare. Voce uniforme, morbida e a fuoco su tutta la gamma, fraseggio duttile e vario. L’artista dà un senso a quello che dice con ricchezza di colori, piccoli gesti e sguardi – che paiono più farina del suo sacco che indicazioni registiche. Da scritturare assolutamente ogni stagione.
Amadi Lagha disegna un principe Calaf baldanzoso e virile. La voce è ampia e sicura, il timbro solare e accattivante. Tuttavia il fraseggio è un po’ generico e il tenore pare contare più su una natura straordinaria che su una tecnica salda, come dimostrano molti suoni eccessivamente aperti e un certo affaticamento. La prova è ad ogni modo positiva, grazie anche a un notevole carisma.
Con due prime parti del genere a disposizione, è incomprensibile la scelta di concludere lo spettacolo con la morte di Liù, accompagnata da un’evitabile voce fuori scena che annuncia la morte del compositore.
Il ruolo della schiava era per l’occasione interpretato da Desirée Rancatore, che non è sembrata totalmente a suo agio con la parte. Le difficoltà sono state più evidenti nella prima aria, in cui non è stata certo aiutata dalla tessitura e dal direttore che non la seguiva. Decisamente meglio le altre due arie, anche se la voce non pare mai andare a pieno regime.
Positivo il contributo di Andrea Comelli nei panni di Timur, bravissimo a restare sempre in parte, dato che la regia lo lascia inspiegabilmente in scena – tremante - tutto il tempo.
Discreto il terzetto delle maschere composto da Alberto Zanetti, Saverio Pugliese e Motoharu Takei.
Efficaci l’Altoum di Max René Cosotti e il mandarino di Giuliano Pelizon.
Nel complesso soddisfacente la resa del Coro del Teatro Verdi di Trieste, per l’occasione spalleggiato dal Coro dell’Odessa Academic Theater of Opera, e del Coro I piccoli cantori della Città di Trieste.
Nikša Bareza opta per una direzione energica e d’effetto, ma avara di colori e amalgama. Buona la prova dell’Orchestra, anche se con ottoni un po’ troppo esuberanti. Tutto funziona a dovere, nonostante qualche scollamento e la sensazione di fondo che le belle melodie pucciniane vengano risolte in modo un po’ sbrigativo.
Durante la recita pomeridiana a cui si è assistito il pubblico è numeroso – composto soprattutto da studenti - e freddino, e riserva applausi contenuti per tutto il cast.
Andrea Bomben
PRODUZIONE
Maestro Concertatore Nikša Bareza
e Direttore
Regia Katia Ricciarelli e Davide Garattini Raimondi
Scene e disegno luci Paolo Vitale
Costumi del Teatro di Odessa ripresi da Giada Masi
Movimenti scenici Anna Aiello
e Assistente alla regia
Coreografie Morena Barcone
Maestro del Coro Francesca Tosi
INTERPRETI
Turandot Kristina Kolar
Calaf Amadi Lagha
Liù Desirée Rancatore
Timur Andrea Comelli
L’Imperatore Altoum Max René Cosotti
Ping Alberto Zanetti
Pang Saverio Pugliese
Pong Motoharu Takei
Un mandarino Giuliano Pelizon
Prima ancella Anna Katarzyna Ir
Seconda ancella Elena Boscarol
Il Principe di Persia Roberto Miani
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in collaborazione con Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con la partecipazione del Coro e del Corpo di ballo dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet
Con la partecipazione del Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste”, diretti dal Maestro Cristina Semeraro
Foto Teatro Verdi Trieste