Lo spettacolo della Traviata che nella nuova produzione del San Carlo ha riempito il cartellone delle ultime settimane ottenendo un bel successo di pubblico è davvero molto piacevole ed elegante sia da vedere che nei contenuti. Il regista Lorenzo Amato ha creato una ambientazione molto onirica nelle intenzioni, ma che si esplicita anche visivamente rendendo sempre chiaro quanto gli interpreti sono chiamati a fare in scena. Leitmotiv è la pioggia insistente lungo tutto lo spettacolo che vuole esprimere la fiumana di emozioni che albergano il cuore e la mente di Violetta potandola alla rovina, oppure lo scrosciare dell'acqua sui destini dei poveri innamorati e sulle brutture di una Parigi non poi così lontana. Nelle scene non troppo essenziali di Ezio Frigerio si scorgono sipari alzati di feste e spettacoli passati, del bel mondo di Violetta, con qualche arredo raffinato necessario alla narrazione ed una onnipresente parete d'acqua che col suo rumore crea uno strano continuum sulla musica di Verdi, su cui si specchiano gli interpreti ed il loro agire. Sin dall'inizio la protagonista è avvolta dall'acqua da cui tenta di proteggerla il coro dotato di ombrelli scuri come la notte. Raffinati e decisamente ricchi i costumi creati da Franca Squarciapino assolutamente inerenti al resto.
Sul fronte musicale una bella serata quella del 15 giugno cui abbiamo assistito. Colto da vigore particolarmente intenso il Maestro Jordi Bernacer ha curato molto l'aspetto avvolgente della musica sostenendo costantemente i diversi interpreti, creando anche dinamiche appropriate e 'colorando' di energia o lirismo mai sovrabbondante i diversi momenti scenici.
Avevamo ascoltato Claudia Pavone nel ruolo di Violetta per OperaLombardia e già allora ne avevamo rilevato la capacità di rendere particolarmente credibile la ragazza frivola e spensierata. La ritroviamo un anno e mezzo dopo circa come una interprete ancora più matura che pur con una voce delicata è stata in grado di rendere al meglio anche l'evoluzione alla tragedia del suo personaggio.
In serata positiva anche Francesco Demuro nel ruolo di Alfredo. Non si è mai risparmiato tanto nella recitazione quanto nel canto sempre uniforme e generoso, grazie alla voce dallo squillo ampio e sicuro. Col suo timbro vellutato ed oscuro per certi versi Amartuvshin Enkhbat interpretava un Germont padre autoritario ed inflessibile, che però al momento giusto piega in dolcezza il colore particolare della sua voce. Particolarmente coinvolta e dotata di bel timbro da riascoltare la Annina di Michela Petrino, mentre Flora è stata Elena Traversi.
Tra i ruoli di contorno risaltavano il barone di Roberto Accurso ed il dottore di Laurence Meikle. Lorenzo Izzo era Gastone, il Marchese Italo Proferisce, il servo di Violetta Alessandro Lualdi, il domestico di Flora Antonio De Lisio, infine il commissionario Alessandro Lerro.
Vivaci le coreografie di Giancarlo Stiscia grazie a cui risplende il Matador Giuseppe Ciccarelli.
Coro partecipe ed anche attore preparato da Marco Faelli.
Pubblico entusiasta per interpreti, corpo di ballo e direttore.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore Jordi Bernacer
Regia Lorenzo Amato
Scene Ezio Frigerio
Costumi Franca Squarciapino
Luci Fiammetta Baldiserri
GLI INTERPRETI
Violetta Claudia Pavone
Alfredo Francesco Demuro
Annina Michela Petrino
Giorgio Amartuvshin Enkhbat
Flora Elena Traversi
Gastone Lorenzo Izzo
Il barone Douphol Roberto Accurso
Il marchese D’Obigny Italo Proferisce
Il dottor Grenvil Laurence Meikle
Matador Giuseppe Ciccarelli
Nuova produzione del Teatro di San Carlo
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
Foto Luciano Romano