In un pomeriggio turistico in giro per il Belgio ci si può, per caso, imbattere in un bellissimo spettacolo di un’Opera italiana, titolo conosciutissimo e di grande repertorio per eccellenza, e scoprire di assistere ad una rappresentazione invero quasi perfetta.
Lo spettacolo di Stefano Mazzonis di Pralafera è davvero bellissimo, con una cura del dettaglio ed una lettura “psicologica” dei personaggi raffinata, semplice ma al contempo di efficacissima presa e di immediata comprensione.
L’evoluzione di Violetta, da ragazza un po’ capricciosa, a donna vissuta e sconfitta dalla vita e dalla malattia è permeata dal contorno dei festeggiamenti, delle “colleghe” e dei nobili che vivono con dissolutezza anche il rapporto con le loro protette. Ma Violetta resta sola in mezzo a tutto questo. Mazzonis studia una recitazione asciutta ma potente, muove i protagonisti in modo minimale ma profondo. Insomma una di quelle regie che oggi molti, anzi moltissimi Teatri dovrebbero prendere ad esempio.
I costumi sono molto belli e le scene sono molto curate con una grande dominanza “floreale” pur senza sfarzo inutile e grottesco.
Dal punto di vista musicale ci sono state delle grandi sorprese.
Innanzi tutto la protagonista; Maria Teresa Leva al suo debutto in Violetta.
Bene, si può dire che abbiamo trovato una eccellente interprete per questo ruolo.
La freschezza del primo atto con i suoi virtuosismi è risolta con grande oculatezza tecnica facendo sfoggio di uno strumento di rara bellezza e potenza. Nonostante la voce sia “grande” e il peso specifico sia più imponente di quello delle abituali Violette, la Leva termina il primo atto con un Mi bemolle straordinario, timbrato e poderoso nella durata.
Nel secondo e nel terzo atto si fa apprezzare per le sfumature, i chiaroscuri, le messe di voce, i filati e le magnifiche modulazioni che riesce ad ottenere con una apparente facilità.
Una prova maiuscola ed una ragazza da seguire.
Il baritono Ionut Pascu ha cantato in modo straordinario il ruolo di Gemont padre. La voce è di grana scura, forse fin troppo per questo ruolo, ma il fraseggio e l’attenzione per la “parola” cantata sono stati esemplari. L’eleganza ed il sostegno delle grandi arcate di suono sono stati mirabili.
Deludente invece il tenore che interpretava Alfredo Germont, Davide Giusti.
Ha voce esile e tendenzialmente nasale.
Spinge molto la voce nella zona del passaggio ed in più punti si avverte un notevole disagio nei momenti più drammatici. Si è presentato con un canto troppo fibroso a volte (le note di passaggio completamente “aperte” nella cabaletta oppure il suono gonfiato in modo artificioso della scena dell’invettiva a Violetta) e troppo nasale in altre occasioni (i piani in realtà sono falsettoni e i tentativi di modulare la voce nell’aria si perdono senza ottenere risultati). Peccato perché se risolvesse questi difetti tecnici si potrebbe avvalere di un bel timbro di colore chiaro e di una bella presenza scenica.
Ottima la schiera dei comprimari che ha visto alcuni interpreti eccellenti, la Flora di Alexise Yerna, tra l’altro bravissima nel suo stretto rapporto in palcoscenico con la Leva, il Gastone di Papuna Tchuradze, la Annina di Laura Balidemaj e il Barone di Roger Joaquim, alternarsi ad altri non propriamente a fuoco quali il Marchese di Patrick Delcuor o il Dottor Grenvil di Alexey Gorbatchev (disponendo di un cantante così avremmo evitato le frasi finali con il suo “E’spenta” peraltro molto brutto).
Resta da dire dell’ottima direzione di Francesco Cilluffo che ha saputo guidare le compagini orchestrali donando bel ritmo narrativo e buona continuità drammatica. A volte non è riuscito a calibrare bene la sincronia con il Coro, invero davvero di bassa qualità sia nella sezione maschile che in quella femminile.
Il pubblico presente ha tributato un grandissimo successo a tutti gli artefici dello spettacolo con particolare entusiasmo per la Leva e Pascu.
Simone De Angeli
LA PRODUZIONE
Direttore d'orchestra Francesco Cilluffo
Regia Stefano Mazzonis di Pralafera
Scene Edoardo Sanchi
Costumei Kaat Tilley
Luci Franco Marri
Direttore del coro Pierre Iodice
GLI INTERPRETI
Violetta Valery Maria Teresa Leva
Alfredo Germont Davide Giusti
Giorgio Germon Ionut Pascu
Flora Bervoix Alexise Yerna
Gastone de Letorières Papuna Tchuradze
Barone Douphol Roger Joakim
Marchese d'Obigny Patrick Delcour
Dottor Grenvil Alexei Gorbatchev
Annina Laura Balidemaj
Orchestra e Coro Opéra Royal de Wallonie
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Foto Opéra Royal de Vallonie