Di Pierluigi Guadagni

Proseguono le recite  di Tosca al Teatro Filarmonico nello spettacolo che Giovanni Agostinucci mise in scena nel 2004.

Lo spettacolo, già recensito da MTG Lirica nella serata inaugurale del 19 3 2017, ha visto nella serata del 28 marzo 2017 nuovi interpreti per quel che riguarda le parti principali.

Nel ruolo eponimo Lilla Lee è stata un interprete precisa e corretta dal punto di vista vocale. Professionalità ed esperienza sono le chiavi che hanno portato il soprano coreano ad una performance molto interessante anche se a nostro avviso il ruolo di Tosca le risulta un poco stretto. Maggiormente a suo agio nei momenti lirici, dove la voce corre calda ed avvolgente, si trova in difficoltà quando si tratta di superare un impasto sonoro orchestrale travolgente come ad esempio nei concitati confronti con il barone Scarpia dove la voce rasenta l'urlo, per arrivare al terzo atto in palese affanno di fiato. Ci auguriamo una scelta più ponderata del repertorio futuro per apprezzare maggiormente le notevoli sue qualità vocali.

Possente ma poco convincente il Mario Cavaradossi di Mikheil Sheshaberidze, che pur sfoggiando una voce di buona qualità e un registro acuto potente e facile a raggiungere, latita in tecnica e fraseggio. Il tenore georgiano ha nei centri e nel registro di passaggio il suo tallone d'Achille, che unito ad un fraseggio sui generis e ad un abbandono lirico praticamente inesistente, hanno compromesso in parte una serata non felicissima per lui.

Molto interessante dal punto di vista musicale lo Scarpia delineato dal baritono Boris Statsenko. Il cantante russo ha mostrato consistente drammaticità e notevole presenza scenica oltre che una vocalità dal timbro perfettamente in sintonia con il ruolo affrontato. Statsenko, che è dotato di voce salda e può contare su una corretta emissione che lo sorregge in tutti i registri, offre una prova di forza considerevole nel secondo atto, risultando vocalmente sicuro e un interprete coinvolgente.

Stessa salda tenuta ha evidenziato il resto del cast, come già riferito da noi in sede di recensione della prima, con una menzione speciale per Mikheil Kiria, sagrestano sonoro e dai consistenti mezzi vocali.

Di alto valore la prova dell'orchestra della Fondazione Arena di Verona diretta da Antonino Fogliani, che senza alcuna concessione ad un patetismo di maniera, inciampa spesso però nell'acustica percussiva della sala del filarmonico, ed ecco che alcune sonorità risultano troppo invasive.

Molto buona la prova del coro della Fondazione Arena di Verona diretto da Vito Lombardi, come pure il coro di voci bianche A.d’A.MUS diretto da Marco Tonini.

Successo vivissimo per tutti da parte di un teatro gremito in ogni ordine di posti.

Pierluigi Guadagni

LA  PRODUZIONE 

Direttore                                Antonino Fogliani

Regia, scene e costumi          Giovanni Agostinucci

Lighting designer                 Paolo Mazzon

GLI  INTERPRETI

Tosca                                      Lilla Lee

Mario Cavaradossi               Mikheil Sheshaberidze

Scarpia                                  Boris Statsenko

Il sagrestano                          Mikheil Kiria

Angelotti                                Gianluca Lentini                            

Spoletta                                 Antonello Ceron

Sciarrone                               Andrea Cortese

Un carceriere                        Daniele Cusari

Un pastore                             Stella Capelli

ORCHESTRA, CORO, TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia

Allestimento della Fondazione Arena di Verona

FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA