E’ andato in scena in questi giorni con due recite al Teatro Sociale di Rovigo il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, allestito in collaborazione con i teatri di Lucca, Livorno e Pisa a conclusione della stagione operistica 2015/2016. In generale lo spettacolo ideato da Lorenzo Maria Mucci con scene di Emanuele Sinisi è gradevole e senza troppi frizzi o lazzi si presta come facile cornice per la regia piuttosto schematica pensata per questa occasione. Fondamentalmente i personaggi si muovono in una specie di scatola claustrofobica tra due enormi blocchi rettangolari dalla posizione variabile le cui facciate vengono adattate man mano alle situazioni cambiandone le fattezze o proiettando immagini su di esse. Al centro qualche dettaglio come sedie o tavolini, sfondi dipinti o una scalinata a scomparsa ed il gioco è fatto. Si pone l’accento sui personaggi e i loro stati d’animo, il perno dell’azione è Simone con il suo dramma e la sua tragica sorte. I costumi tardo medievali di Massimo Poli arricchiscono lo spettacolo, pur non rendendo propriamente giustizia a tutti gli interpreti maschili.

Il cast della recita a cui abbiamo assistito era piuttosto omogeneo con qualche distinguo. Elia Fabbian mostra anche vocalmente un personaggio trepidante in tutto il suo percorso e sempre più fragile sotto il peso degli eventi. Troppe le emozioni tra perdere l’amata, ritrovare una figlia in modo insperato e sopportare le congiure contro di lui.

La sua adorata figlia Amelia è Francesca Sassu. La giovane interprete deve ancora maturare il personaggio, sia per interpretazione che per vocalità. Manca la profondità del carattere e talvolta appare insicura sul palco, come si fosse provato poco o non tanto da interiorizzare la parte.

Andrea Concetti ha sempre un bel timbro brunito di voce ed interpreta un buon Fiesco scenicamente, anche se  lo abbiamo apprezzato ancor di più in altri ruoli.

Adorno è un Cristian Ricci dalla tempra generosa. Pur con una voce non volumetrica costruisce il ruolo dell’innamorato accorato con grinta e partecipazione.

Chiudono il cast il Pietro di Matteo Ferrara, il Paolo Albiani di Ivan Marino talvolta tendente al parlato più che al canto, ed il Capitano dei Balestrieri di Antonio Pannunzio

Al posto dell’orchestra Regionale Toscana annunciata in locandina il Maestro Ivo Lipanovic ha diretto  l’ orchestra Regionale Filarmonia Veneta, richiamandola spesso a moderare il volumi che a nostro parere in un teatro non così grande spesso hanno rischiato di sovrastare gli interpreti; mancava inoltre una certa varietà di accenti che un tale capolavoro richiede soprattutto per la delicatezza di certe scene. Il Clt Coro Lirico Toscano è stato preparato da Marco Bargagna.

Applausi per tutta la compagnia e il regista da parte di un pubblico attento e concentrato nonostante lo slittamento di qualche minuto dell’inizio dovuto ad un ritardo dei vigili del fuoco impegnati in una emergenza nei dintorni.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA PRODUZIONE

Direttore D’orchestra          Ivo Lipanovic

Regia                                     Lorenzo Maria Mucci

Scene                                     Emanuele Sinisi

Costumi                                 Massimo Poli

Luci                                       Michele Della Mea

Maestro Del Coro                 Marco Bargagna

 

GLI INTERPRETI

Simone Boccanegra              Elia Fabbian

Amelia Grimaldi                   Francesca Sassu

Jacopo Fiesco                        Andrea Concetti

Gabriele Adorno                  Cristian Ricci

Paolo Albiani                        Ivan Marino

Pietro                                     Matteo Ferrara

Il Capitano Dei Balestrieri   Antonio Pannunzio 

Orchestra  

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta

Coro Clt Coro Lirico Toscano

Nuovo allestimento coproduzione Teatro Sociale di Rovigo, Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro di Pisa.

 

 

 

 

Foto Nicola Boschetti