Esistono luoghi in grado di trasmettere emozioni già soltanto entrandovi, ma quando al fascino architettonico si aggiunge la bellezza musicale il connubio crea delle emozioni che è difficile dimenticare. Più volte abbiamo sottolineato quanto il Teatro Olimpico di Vicenza sia cornice esaltante per ospitare eventi quali appunto le Settimane Musicali, e siamo tornati molto volentieri dopo ‘Le nozze di Figaro’ ad ascoltare l’esecuzione della ‘Petite messe solennelle’ nella rara versione originale che Rossini compose nel 1863 per l’intima esecuzione nella dimora della contessa Pillet-Will che la commissionò. Tale versione si compone di dodici coristi/solisti, due pianoforti ed un armonium, mentre oggi solitamente si esegue con l’accompagnamento dell’orchestra e con un coro molto più ricco. Oggi come allora, siamo stati spettatori privilegiati di una esecuzione dal carattere intimistico e solenne, di ciò che è considerato una sorta di testamento musicale del Maestro pesarese che difatti morì pochissimi anni dopo la prima esecuzione nel 1864.

In essa troviamo una tale varietà di stili che ci permette di intraprendere un viaggio fantastico che parte sì dalla seconda metà del Milleottocento, ma si spinge molto in avanti fin quasi a sonorità moderne: il suono simbiotico dei due pianoforti con l’intromissione dell’armonium a donare solennità alla melodia, l’alternarsi di ritmi elegiaci a sonorità più marcate, il canto stesso che si forgia di timbriche perfettamente intersecate o alternate.

Dal Kyrie col bellissimo canone fino al drammatico Agnus dei con gli interventi corali ‘a cappella’ gli interpreti del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia rispondono alle caratteristiche richieste dalla partitura e dal genere in oggetto. Chiare sono infatti le voci giovani e fresche che abbiamo ascoltato, molto espressive e dotate di una timbrica assai particolare e piacevole da ascoltare in questo tipo di composizione. Ciascun interprete si è distinto per la capacità di canto emesso sulla parola. L’impasto vocale è  molto buono e l’intesa tra voci ideale: dalla cristallinità dei soprani (Arianna Cimolin,  Valentina Corò,  Miao Tang ) e dei tenori (Andrea Biscontin, Diego Rossetto, Nikolay Statsyuk), al colore vivace contraltile (Valeria Girardello, Huijiao Li, Ludovico Marcuzzi) e all’intensità espressiva della scrittura per bassi (Paolo Ingrasciotta, Francesco Toso, Chenglong Wang). Meraviglioso il Preludio Religioso, momento esclusivamente pianistico del pezzo arricchito da un piacevole contrappunto.

Siamo positivamente colpiti dalla direzione del Maestro Giovanni Battista Rigon che ha colto lo spirito elegiaco della Petite Messe e si è rivelato un ottimo condottiero per il coro, insieme con Alberto Boischio e Manuel Ghidini al piano, coadiuvati dall’armonium di Carlo Emilia Tortarolo.

Successo di pubblico pieno e meritato per questa esecuzione che data la sua particolarità è stata registrata dalla casa editrice Velut Luna che presto ne pubblicherà un CD.

Maria Teresa Giovagnoli

GLI   INTERPRETI

Arianna Cimolin       soprano
Valentina Corò         soprano
Miao Tang                 soprano
Valeria Girardello    alto
Huijiao Li                  alto
Ludovico Marcuzzi  alto
Andrea Biscontin      tenore
Diego Rossetto          tenore
Nikolay Statsyuk      tenore
Paolo Ingrasciotta     basso
Francesco Toso         basso
Chenglong Wang      basso
Alberto Boischio       pianoforte primo
Manuel Ghidini                   pianoforte secondo
Carlo Emilia Tortarolo        armonio
Giovanni Battista Rigon      direttore

in collaborazione con Conservatorio “B. Marcello di Venezia”

  

FOTO LUIGI DE FRENZA