La sfortunata Lucia Ashton rivive ancora una volta il suo dramma nello spettacolo che il regista Paolo Giani porta prima a Padova e poi a Bassano del Grappa, con una messa in scena che vuole essere di gusto noir tanto nella drammaturgia che nella messa in scena, anch’essa ideata dal regista. Come purtroppo capita di vedere in talune produzioni, a tante idee interessanti non sempre corrispondono brillanti e riuscite rappresentazioni, laddove alcune soluzioni registiche non trovano una chiara collocazione scenica. Chiaramente possiamo riferirci solo a quanto visto poiché a causa di un nubifragio lo spettacolo è stato interrotto prima della scena della pazzia.

I protagonisti sembrano essere evocati da una Lucia addormentata (controfigura della Lucia stessa) giacente su una scalinata luminescente, che irradia luce al passaggio sul singolo scalino. Una innumerevole quantità di corvi neri affolla le strutture della scena, probabilmente in attesa di funesto presagio, ma appaiono più che altro appollaiati in riposo. Infine due lune giganti di colori contrapposti, ovviamente bianco e nero, indicherebbero il contrasto delle sensazioni provate dalla povera Lucia, la purezza, contro il mondo malvagio che le gira intorno, intriso di oscurità. Ma all’occhio di chi assiste sono una serie di elementi che a nostro avviso non trovano coesione nell’insieme.

Non meglio il settore interpreti, con una Lucia sottotono interpretata da Venera Protasova, dal timbro chiaro e dolce ma con agilità ancora non mature; inoltre il soprano non sembra essere perfettamente a suo agio nel ruolo tormentato e vaneggiante. Stesso dicasi per il tenore Giordano Lucà, Edgardo, apparso piuttosto affaticato sin dalle prime battute, il che non gli ha consentito di esprimere al meglio il suo personaggio. Interessante e rotondo con ampie sfumature ambrate è il timbro di  Mattia Olivieri, buon Enrico Ashton; già apprezzato precedentemente in ruoli che richiedano austerità e voce imperiosa è Simon Lim come Raimondo di Bidebent. Lo sfortunato amante respinto, Arturo, è Matteo Mezzaro. Alisa è Lara Rotili dalla voce sonora e scura, Orfeo Zanetti completa il cast nei panni del Normanno.

Buona la prova del Coro Lirico Veneto. Peccato non aver potuto ascoltare fino in fondo l’Orchestra di Padova e del Veneto che nelle mani del Maestro Giampaolo Bisanti suona morbida e coesa, esaltando le sfumature insite in una partitura che esprime naturalmente il pathos e la drammaticità del libretto. Difficilissimo dirigere con gli interpreti alle spalle, ma l’esperienza e la sensibilità musicale del direttore consentono di tenere salde le redini dello spettacolo.

Un buon successo fino all’interruzione, con buona affluenza di pubblico comprensibilmente deluso per il maltempo.

Maria Teresa Giovagnoli

LA   PRODUZIONE

Regia, scene, costumi                       Paolo Giani
direttore d’orchestra                        Giampaolo Bisanti

GLI   INTERPRETI

Lord Enrico Ashton                        Mattia Olivieri
Lucia, sua sorella                             Venera Protasova
Sir Edgardo di Ravenswood           Giordano Lucà
Lord Arturo Bucklaw                     Matteo Mezzaro
Raimondo Bidebent                          Simon Lim
Alisa, damigella di Lucia                 Lara Rotili
Normanno, capo degli armigeri      Orfeo Zanetti

ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO

CORO LIRICO VENETO

Foto Marco Corini