Arriva dalla Germania e precisamente dalla Deutsche Oper di Berlino l’allestimento de La Dama di picche di Čajkovskij in scena in questi giorni al Teatro Regio di Torino, che dobbiamo dire è stato premiato da una bella accoglienza di pubblico, anche giovane, che ha accolto un’opera non certo di facile fruizione con entusiasmo e partecipazione.

L’opera in tre atti fu composta da Pëtr Il'ič Čajkovskij nel 1890, su libretto di suo fratello Modest, ispirato all'omonimo racconto di Aleksandr Puškin e trasformata in un intenso dramma romantico e psicologico, accompagnato da una musica travolgente ed ispirata. L’opera tratta come spesso accade un tema che potrebbe ricorrere anche ai nostri giorni, periodo di grandi affanni finanziari e difficoltà ad arrivare a fine mese per tantissimi meno fortunati. Il protagonista German è un ufficiale povero che vuole scoprire il segreto di tre carte vincenti, custodito dalla misteriosa Contessa, soprannominata  appunto la "dama di picche". La sua sete di fortuna lo conduce alla rovina e alla follia, culminando in un finale cupo e drammatico.

Čajkovskij è celeberrimo per i suoi balletti tanto quanto per le sue opere. Tuttavia, La Dama di Picche ha un linguaggio musicale molto diverso dai balletti. È un’opera lirica drammatica, la musica segue il dilemma psicologico dei personaggi e sembra svilupparsi man mano che il destino degli stessi si compie; ha dunque un tono molto più cupo ed intenso. L’orchestrazione è più densa e profonda, con uso espressivo di ottoni, archi ed armonie decisamente più scure. Il tutto per evocare la tensione psicologica e la tragedia, ben lontana dal sogno romantico dei suoi balletti.

Lo spettacolo di Sam Brown  è qui ripreso da Sebastian Häupler con le particolari coreografie di  Ron Howell riprese da Angelo Smimmo. L’ambientazione scenica di Stuart Nunn  sembra essere un ponte tra il passato originale del libretto ed una contemporaneità dei temi trattati, in modo molto schematico grazie a geometrie che si intrecciano ad elementi classicheggianti, nel gioco di luci piuttosto tristi ed asfissianti di Linus Fellbom. Ma in generale non si capisce bene dove ci troviamo e sembra anche che in taluni momenti gli interpreti siano lasciati scegliere come comportarsi con esiti non felicissimi. I costumi dello stesso Nunn non sempre valorizzano gli interpreti o i ballerini.

Molto bene il fronte canoro: German è Mikhail Pirogov: il ruolo non è particolarmente raffinato, ma la fissazione per le famose ‘tre carte’ e la passione con cui interagisce con Liza e la Contessa sono palpabili col suo canto ispirato e di vigore. Zarina Abaeva colpisce per la voce che al ruolo di Liza attribuisce carattere e delicatezza allo stesso tempo; la Contessa è una Jennifer Larmore di tempra e forte presenza scenica e vocale; favoloso il conte Tomskij di Elchin Azizov: il suo racconto della storia delle Tre carte è coinvolgente ed intrigante, così come perfetto è il  Principe Eleckij di Vladimir Stoyanov; interessante la voce possente di  Deniz Uzun che interpreta l’amica di Liza, Polina e che varrebbe la pena risentire in ruoli più esaltanti. Di carattere la Governante Ksenia Chubunova, ed in generale tutti bravi e partecipativi gli altri personaggi: Alexey Dolgov come Čekalinskij, Joseph Dahdah nei ruoli di  Čaplickij e Maestro di cerimonie, Maša, Irina Bogdanova, Surin, Vladimir Sazdovski, Narumov, Viktor Shevchenko ed il gagliardo Piccolo comandante Luca Degrandi. Infine segnaliamo nei ruoli del piccolo Herman Silvano Giannini e della piccola Lisa Cecilia Folino.

A condurre in ‘pista’ lo spettacolo è il Maestro Valentin Uryupin alla testa dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino. Certo ispirato è il modo di interpretare la partitura e di coinvolgere gli interpreti impegnati in scena. L’impatto sonoro è di carattere, ma molto impattante lungo tutta la rappresentazione che diventa spinta e fremente. Il suono sembra restare in buca, per caratteristica del teatro stesso, e pertanto non si colgono particolari sfumature o sottolineature, in favore di volumi abbastanza abbondanti.

Come detto il pubblico ha riempito il teatro tributando calorose accoglienze a tutti coloro coinvolti nella rappresentazione.

Maria Teresa Giovagnoli

 

Direttore d'orchestra Valentin Uryupin 

regia Sam Brown 

ripresa della regia Sebastian Häupler 

scene e costumi Stuart Nunn 

coreografia originale Ron Howell 

ripresa e adattamento della coreografia Angelo Smimmo 

luci Linus Fellbom 

video Martin Eidenberger 

drammaturgia Konstantin Parnian 

regista assistente Anna Maria Bruzzese 

assistente alla coreografia Javier Martinez 

lights assistant Martin Safstrom 

maestro del coro di voci bianche Claudio Fenoglio 

maestro del coro Ulisse Trabacchin 

German   Mikhail Pirogov

Liza Zarina Abaeva

la Contessa Jennifer Larmore

il conte Tomskij Elchin Azizov

principe Eleckij Vladimir Stoyanov

Polina Deniz Uzun

Governante Ksenia Chubunova

Čekalinskij Alexey Dolgov

Čaplickij e il Maestro di cerimonie Joseph Dahdah

Maša Irina Bogdanova

Surin Vladimir Sazdovski

Narumov Viktor Shevchenko

Il Piccolo comandante Luca Degrandi

Orchestra, Coro e Coro di voci bianche Teatro Regio Torino

Allestimento Deutsche Oper di Berlino

Edizione in lingua originale russa

FOTO MATTIA GAIDO