Di Maria Teresa Giovagnoli
Quando ci si approccia all’opera Die Zauberflote di Mozart viene quasi spontaneo dar libero sfogo alla fantasia creando le ambientazioni più disparate, trattandosi certo di materiale fiabesco, ma avendo a che fare comunque con dinamiche tali e personaggi che in fondo non è difficile trovare anche in contesti meno avulsi dalla realtà. Il regista Federico Bertolani decide infatti di uscire dagli schemi tradizionali e spostare l’azione scenica ai giorni nostri con personaggi della quotidianità attuale ed apportando dunque sostanziali modifiche soprattutto all’inizio della storia per poi giustificarne il seguito.
Ci troviamo difatti in un ambiente metropolitano di un qualsiasi centro abitato dove Tamino e Pamina sono una coppia sorpresa da un malvivente armato di coltello che dopo una accesa colluttazione col giovane ne provoca lo svenimento. Il malcapitato resta così immobile al suolo e mentre la compagna si precipita a chiamare soccorsi, nella mente incosciente del ragazzo comincia l’avventura tra sogno e realtà nel regno di Astrifiammante e l’acerrimo nemico Sarastro. I personaggi che si incrociano in questo incipit sono prostitute, controllori, passanti qualsiasi e senzatetto, che poi nel sogno di Tamino si trasformano nei protagonisti che tutti conosciamo e che finalmente rivestono i panni cuciti addosso a suo tempo da Schikaneder. Le prostitute sono le tre dame della Regina della notte, il senzatetto è Papageno, il sorvegliante è Monostatos, e così via..
Le scene di Giulio Magnetto sono molto schematiche ed asettiche soprattutto nel ‘sogno’ di Tamino, mentre i costumi di Manuel Pedretti vedono nel colore il loro punto di forza, con colori frizzanti per i personaggi eccentrici, il nero per la Regina e Monostatos, il biancore della coppia protagonista e di Sarastro con i suoi sacerdoti.
Musicalmente la compagnia di canto è giovane e disinvolta mentre il meraviglioso spartito viene eseguito da una orchestra particolarmente vigorosa nelle mani di Giuliano Betta. Il suono appare piuttosto asciutto e con dinamiche stringenti ma un po’ meno coinvolgente nei momenti più squisitamente lirici.
Una spanna sopra tutti si pone il baritono John Chest nei coloratissimi panni di Papageno: non solo il timbro della voce è bellissimo e dal suono pulito, ma l’interprete è padrone della scena, fa il bello e cattivo tempo con ciò che il regista gli da’ a disposizione, il fraseggio è preciso e la pronuncia tedesca invidiabile.
Molto ben interpretato anche il ruolo di Pamina: Ekaterina Sadovnikova sa essere tanto figlia devota e morigerata quanto donna forte ed innamorata, degna di vivere al fianco del principe Tamino. Controllo vocale e bel fraseggio si uniscono ad un timbro rotondo e delicato. Così il Tamino di Fabrizio Paesano offre una morbidezza nel canto lineare coadiuvato da certa scioltezza in scena. Supera la prova dei terribili sovracuti la Regina di Christina Poulitsi, sicura in scena quanto lo è vocalmente; controllato ed austero è il Sarastro di Wihelm Schwinghammer. Monostatos è un Patrizio Saudelli piuttosto villain per la complessità che offre comunque il suo personaggio; fantastiche sia in scena che per quanto le loro voci si fondono gradevolmente le tre dame di Alice Chinaglia, Cecilia Bagatin, e Alice Marini. Niente male anche i tre fanciulli: Stella Capelli, Federico Fiorio, Maria Gioia. Completano il fitto cast Carlo Agostini e Luca Favaron come Primo e Secondo Sacerdote /Armigeri, l’oratore di Paolo Battaglia e la provocante Papagena di Teona Dvali.
Applausi per tutti con punte di gradimento per Poulitsi e Chest.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Maestro Concertatoree direttore Giuliano Betta
Regia Federico Bertolani
Scene Giulio Magnetto
Costumi Manuel Pedretti
Maestro Del Coro Sergio Balestracci
GLI INTERPRETI
Sarastro Wihelm Schwinghammer
Tamino Fabrizio Paesano
Pamina Ekaterina Sadovnikova
La Regina Della Notte Christina Poulitsi
Papageno John Chest
Papagena Teona Dvali
Monostatos Patrizio Saudelli
Prima Dama Alice Chinaglia
Seconda Dama Cecilia Bagatin
Terza Dama Alice Marini
L’oratore Degli Iniziati Paolo Battaglia
Primo sacerdote/Secondo armigero Carlo Agostini Secondo sacerdote/Primo armigero LucaFavaron
Fanciulli Stella Capelli, Federico Fiorio, Maria Gioia
Coro Lirico Veneto
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
Coproduzione Città Di Bassano Operafestival, Città Di Padova e Città Di Rovigo – Teatro Sociale
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Foto Lazio Rinaldi