Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) è una delle opere più significative di Wolfgang Amadeus Mozart, composta nel 1782 e rappresentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 16 luglio dello stesso anno. Questo Singspiel in tre atti, con il libretto di Johann Gottlieb Stephanie Jr. (tratto da un’opera di Christoph Friedrich Bretzner), rappresenta un punto di transizione nella carriera di Mozart, che si stava affermando come uno dei più grandi operisti del suo tempo. La trama si sviluppa attorno a Belmonte, che cerca di liberare la sua amata Konstanze, rapita dal potente pasha Selim e tenuta prigioniera nel suo serraglio, accompagnato dai suoi fidati servitori Pedrillo e Blonde. Il tema del "rapimento" e della libertà risuona con particolare forza nel contesto storico di fine XVIII secolo, una Vienna in fermento, pronta ad affrontare grandi trasformazioni politiche e sociali.
L'opera mescola elementi comici e drammatici, creando un equilibrio che affascina per la sua capacità di unire il grottesco e il romantico. La partitura, con la sua ricchezza melodica e la varietà di stili, non solo esprime il contrasto tra i vari personaggi, ma riflette anche le sfide e le contraddizioni della società dell’epoca.
L’allestimento visto al Teatro Verdi di Trieste per la Stagione Lirica e di Balletto 2024-25 si presenta come una messa in scena rispettosa del libretto originale, ma con un’interpretazione visiva che gioca molto sulle suggestioni del mare sullo sfondo e sulle tonalità del blu, creando un’atmosfera evocativa, seppur talvolta statica. Le scene, curate da Ivan Stefanutti, alternano degli esterni caratterizzati da un palazzo di madreperla, mentre quando ci si sposta negli interni ci ritroviamo davanti a un salone in stile turco, arricchito da un grande tendaggio e da un lampadario a mosaico che richiamano l’ambientazione esotica dell’opera. Adeguato l’impianto luci di Emanuele Agliati, che però non hanno variato troppo le atmosfere durante lo spettacolo. La recitazione, purtroppo, non è parsa molto approfondita: i momenti di interazione tra i personaggi, seppur correttamente eseguiti, sono sembrati poco incisivi e a volte troppo meccanici. Inoltre una scelta che ha suscitato qualche perplessità è stata l’esecuzione dei brevi recitativi non musicati in italiano: sebbene la lingua italiana sia indubbiamente la lingua del pubblico, questa scelta ha striduto con il flusso teatrale, interrompendo la continuità drammatica e musicale. L’utilizzo della lingua originale tedesca per questi momenti avrebbe probabilmente favorito una maggiore immersione nell’universo mozartiano, mantenendo la fluidità tra i vari momenti dell’opera.
La direzione musicale di Beatrice Venezi si è rivelata rassicurante e attenta, con una cura particolare per il palcoscenico e per il bilanciamento tra orchestra e cantanti, un aspetto che ha dato al tutto una buona coesione. Tuttavia, la sua lettura della partitura è risultata a tratti un po’ rigida, con momenti in cui la fluidità dell’esecuzione sembrava risentire di una certa staticità nel ritmo. L'orchestra, pur offrendo una prova solida e ben strutturata, non ha sempre avuto quella spinta di energia che avrebbe dovuto permeare l’intera esecuzione. La musica di Mozart, così ricca di sfumature e di dinamiche contrastanti, avrebbe forse richiesto una lettura più elastica e audace, capace di evidenziare quei guizzi di spontaneità che caratterizzano le sue opere più vivaci.
Per quanto riguarda le performance vocali, Anna Aglatova nel ruolo di Konstanze ha proposto una prova in crescendo. La sua interpretazione è iniziata in modo un po’ trattenuto, soprattutto durante la tremenda aria di sortita, 'Ach, ich liebte', in cui la zona acuta risultava talvolta priva di una certa polpa. Tuttavia, la cantante ha saputo riscattarsi durante l'aria 'Marten aller Arten', che è stata accolta positivamente dal pubblico con applausi a scena aperta, mettendo in evidenza una maggiore intensità espressiva e un controllo vocale.
Ruzil Gatin, nei panni di Belmonte, ha mostrato una tecnica solida e un bel timbro solare, che ben si adattava al personaggio, anche se, in alcune occasioni, è sembrato mancare di quel pieno abbandono emotivo che avrebbe potuto rendere la sua interpretazione ancora più avvolgente. La sua performance nell’aria 'Ich baue ganz auf deine Stärke', pur efficace nella tecnica, non ha sempre raggiunto il livello di trasporto emotivo che si sarebbe potuto auspicare.
Maria Sardaryan, nel ruolo di Blonde, è stata una vera e propria boccata di aria fresca: la sua performance è stata caratterizzata da una grande presenza scenica, che si è rivelata particolarmente evidente durante l’aria 'Durch Zärtlichkeit und Schmeicheln', nella quale ha dimostrato grande disinvoltura, sicurezza e una bella brillantezza vocale.
Marcello Nardis come Pedrillo, ha offerto una prova sicura e ben gestita in scena, muovendo l'azione con naturalezza insieme alla sua controparte femminile, riuscendo a bilanciare perfettamente il lato comico e il lato romantico del personaggio e regalando anche una bella serenata.
Andrea Silvestrelli ha vestito con autorevolezza i panni dell'imponente e burbero Osmin, grazie a una voce potente che ha saputo dare corpo al personaggio con la giusta dose di ferocia e umorismo.
Infine, Giulio Cancelli è stato convincente nel ruolo di Selim, riuscendo a bilanciare autorità e umanità, e dando al personaggio una dimensione più sfumata e interessante.
Bene il Coro, preparato da Paolo Longo, che ha dato vita a un’interpretazione compatta e precisa, arricchendo l’insieme musicale.
Il pubblico, seppur non numerosissimo forse a causa della forte bora che ha caratterizzato la giornata, ha comunque risposto con calore.
Andrea Bomben
La recensione si riferisce allo spettacolo di venerdì 17 gennaio 2025.
PRODUZIONE ED INTERPRETI
Maestro Concertatore e Direttorebeatrice Venezi
Regia, Scene e Costumi Ivan Stefanutti
Light Designere Manuele Agliati
Maestro del Coro Paolo Longo
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi Di Trieste
Konstanze Anna Aglatova
Belmonte Ruzil Gatin
Osmin Andrea Silvestrelli
Selim Giulio Cancelli
Blonde Maria Sardaryan
Pedrillo Marcello Nardis
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi Di Trieste
FOTO Fabio Parenzan.