Si è concluso uno degli anni più difficili per la Fondazione Arena di Verona, con l’annuncio dell’ ormai definitiva perdita del corpo di ballo e la consapevolezza che i problemi non sono finiti, ma con la fiducia nelle masse artistiche che ancora credono nella forza dell’arte e della bellezza, da sempre divulgati dalla Fondazione. Così vogliamo pensare al concerto del 31 dicembre come un momento di speranza e di festa, con l’augurio che presto si possano trovare soluzioni efficaci da chi di dovere, per andare avanti puntando sulla qualità che da sempre contraddistingue l’arte italiana.

Un concerto festoso dal programma variegato è quello che Andrea Battistoni ha condotto al Teatro Filarmonico per salutare l'arrivo del 2017, con la partecipazione di coro ed orchestra areniani.


La prima parte è dedicata al repertorio operistico spaziando da Rossini a Verdi, Ponchielli, Leoncavallo, fino a Wagner, cui l’orchestra si accosta più che onorevolmente in occasioni concertistiche come queste. La Ouverture dal Guglielmo Tell vede bilanciati e morbidi tutti gli archi pronti poi per l’esplosione di suono insieme alle altre sezioni, che il Direttore sollecita ma controlla. Il coro preparato da Vito Lombardi si diverte ad interpretare le zingarelle ed i mattadori della Traviata, mentre la danza delle ore de La Gioconda offre un delizioso ponte verso il coro delle campane tratto da I pagliacci. Sembra sia ormai indispensabile inserire il coro del Nabucco nei concerti dedicati all’anno nuovo e così anche in questa occasione non è mancato, ormai fin nel midollo dei coristi che a sezioni unite offrono un suono ancor più omogeneo e coinvolgente. Da uno spumeggiante Fuoco di gioia si passa alla funambolica Cavalcata delle Walkirie, a conclusione della prima parte.

Fa piacere constatare con quanta compartecipazione ogni volta il maestro Battistoni conduca una orchestra che potremmo definire la sua grande famiglia. In una occasione come questa il beniamino di casa aggiunge ancor più brio e spontaneità ad una direzione comunque attenta e chiara. I musicisti si divertono e l’atmosfera si scalda, pronta per una seconda parte a nostro avviso più interessante per la presenza delle danze sinfoniche da West Side Story di Bernstein e l’Apprendista stregone di Paul Dukas. Il musical di Bernstein, anteposto a L’heure s’envole dal Roméo et Juliette di Gounod vista la sua attinenza con la trama, porta freschezza e diremmo ‘prepotenza’ melodica  al concerto, con i continui cambi di ritmo e di atmosfere, l’allegria e diremmo ‘nonchalance’ che si alterna a momenti di lirismo incredibile, è insomma una vera delizia, che ci piacerebbe fosse proposto in calendario anche qui. Niente male ascoltare l’apprendista stregone di Dukas, poema sinfonico dalle ambientazioni misteriose e un po’ sospese, che esemplificano esattamente il caos che il povero apprendista si suppone crei nel laboratorio del suo maestro. Naturalmente Battistoni ha divertito e si è divertito con l’orchestra della Fondazione Arena in bella forma chiudendo la parte ‘istituzionale’ con estratti dal quarto atto della Carmen. Non poteva davvero mancare però un doppio bis viennese: si sa che per quanto ci si sforzi di pensare a programmi variegati e coinvolgenti per festeggiare il nuovo anno, se mancano An der schönen blauen Donau (qui nella versione corale come in origine) e la Radetzky-Marsch non sembra davvero Capodanno, quindi anche l’orchestra dell’Arena di Verona ha fatto la sua parte e la serata si è conclusa con pizzico di spirito ed il Maestro Battistoni accomodato per qualche battuta tra i violoncelli.

Infine gli auguri di rito da parte di orchestra, direttore e presentatore e tutti a brindare con spumante e pandoro.

Applausi di felicità e vogliamo unirci agli auguri per un futuro meno incerto per la Fondazione Arena ed i suoi lavoratori.

Maria Teresa Giovagnoli

 

 

 

IL  PROGRAMMA DEL CONCERTO

 

Direttore         Andrea Battistoni

Maestro del Coro       Vito Lombardi

Orchestra e Coro dell’Arena di Verona

PRIMA PARTE

 

Gioachino Rossini
Guglielmo Tell: Ouverture

Giuseppe Verdi
La Traviata: Coro di zingarelle e mattadori

Amilcare Ponchielli
La Gioconda: La danza delle ore

Ruggero Leoncavallo
Pagliacci: Coro delle campane

Giuseppe Verdi
Nabucco: Va pensiero

Otello: Fuoco di gioia

Richard Wagner
Die Walküre: La Cavalcata delle Walkirie

 

SECONDA PARTE

 

Leonard Bernstein
West Side Story: Danze sinfoniche

Charles Gounod
Romeo e Giulietta: L’heure s’envole

Paul Dukas
L’apprendista stregone

Georges Bizet
Carmen (selezione Atto IV)

 

Presentazione a cura di Davide da Como

FOTO ENNEVI